Italia
Bestemmiò in Duomo per Pasqua: assolto
Il cinquantenne soffre di una sindrome bipolare, non è in grado di intendere e volere. Aveva interrotto la veglia del vescovo
GROSSETO. Era entrato in Duomo, durante la veglia pasquale, e aveva interrotto la messa con una bestemmia. Urlata in mezzo alla navata centrale, davanti agli occhi sbarrati del vescovo Rodolfo Cetoloni e agli sguardi attoniti degli altri preti che erano sull’altare e di tutti i fedeli che stavano partecipando alla liturgia della Resurrezione. L’uomo, un cinquantenne dipendente pubblico che già altre volte era stato protagonista di episodi simili, si era poi voltato per uscire, sputando però sul portone del Duomo e prendendolo a calci. Il cinquantenne era stato denunciato dagli uomini della guardia di finanza che lo avevano fermato poco dopo. Ed era stato accusato di vilipendio alla religione.
Ieri mattina, di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri, si è celebrato il processo. Il cinquantenne è stato difeso dall’avvocato Riccardo Lottini che aveva anche richiesto una consulenza tecnica di parte
. Lo psichiatra che aveva valutato la condizione mentale del cinquantenne aveva scritto nella sua relazione che l’uomo soffre di una sindrome bipolare che ogni tanto non gli permette di controllarsi. E qualche volta la malattia lo ha portato a questi accessi d’ira che cozzano con il suo carattere mite ed educato. Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto la condanna al pagamento di una multa di 1.250 euro, ma il difensore del cinquantenne aveva prodotto anche altri certificati firmati da medici che lo avevano seguito precedentemente e che gli avevano diagnosticato quella sindrome bipolare. Più che punito, quindi, il cinquantenne deve essere curato. E infatti il giudice Muscogiuri lo ha assolto proprio perché incapace di intendere e volere.
Dopo l’episodio successo in Duomo durante la veglia pasquale fu il vescovo Rodolfo a chiedere ai fedeli che stavano partecipando alla messa di pregare per lui.
Qualche tempo dopo, l’uomo (erano passati quasi due anni), entrò di nuovo nella Cattedrale di Grosseto. Una volta varcato il portone si mise ancora una volta a bestemmiare a più non posso.
Alcune persone che erano dentro la chiesa chiamarono la polizia municipale ma il cinquantenne si era già dileguato con la bici che aveva lasciato lungo il corso, poco prima del Comune. Dentro la cattedrale c’era anche un gruppo di studenti in visita a Grosseto che, di fronte alle offese e alle urla del cinquantenne si rifugiò in Comune. In quell’occasione il suo bersaglio fu il papa. E di episodi come questi, ce ne sarebbero anche stati altri che sono stati oggetto di altre denunce e di altri procedimenti penali ancora pendenti.
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