Gioco
Biotestamento Anche a Grosseto è possibile farlo
La legge sulle “Disposizioni anticipate di trattamento” è in vigore da mesi: un convegno al Sole fa il punto
GROSSETO. In Italia la legge c’è. È la legge numero 219 del 22 dicembre 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2018. Dice basta all’accanimento terapeutico tout court e fa largo, nel pieno rispetto del Diritto alla vita, all’autodeterminazione dell’individuo per la dignità umana e l’integrità delle persone. Principi sanciti dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Ed è proprio la legge 219 il tema dell’incontro pubblico organizzato la settimana scorsa alla Fondazione il Sole di Grosseto dall’associazione Libera Opinione che, già nel 2007, aveva affrontato sotto il profilo, etico, religioso, deontologico e sociale il tema delicato e dibattuto del biotestamento.
Conduce l’incontro – che ha il focus sull’attuazione della legge – Mauro Carri, presidente di Libera Opinione. I lavori vedono gli interventi di Benedetta De Luca che, in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati della provincia di Grosseto, illustra il lungo e difficile iter della legge con un breve excursus sulla normativa in vigore in alcuni paesi europei; di Marco Breschi, vicepresidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Grosseto che prende in esame il consenso informato. Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso informato della persona interessata. Disposizioni che, riportate nel fascicolo sanitario, possono sempre essere modificate dal paziente il quale ha la facoltà di indicare una persona di fiducia a rappresentarlo nel rapporto con il medico. Questi è tenuto al rispetto delle Dat (Disposizioni anticipate di trattamento), ma può disattenderle, in accordo con il fiduciario, qualora incongrue, non corrispondenti alla condizione clinica del paziente o siano intervenute nuove terapie in grado di migliorarne le condizioni di vita.
Perché si sa che la medicina non è una scienza esatta ma una disciplina in continuo divenire e questo apre interrogativi di non poco conto. Nelle situazioni di emergenza il medico fornisce l’assistenza sanitaria indispensabile tenendo in considerazione la volontà espressa a suo tempo dal paziente. La legge, all’articolo 2, nel rispetto del diritto alla dignità nella fase finale della vita, definisce la terapia del dolore e il divieto dell’accanimento terapeutico.
Riccardo Menchetti, presidente del Consiglio notarile di Grosseto, fornisce indicazioni pratiche circa le Dat che possono essere redatte per atto pubblico, per scrittura privata autenticata da un notaio o per scrittura privata consegnata dall’interessato agli uffici del comune di residenza od alle strutture sanitarie. Per le Dat non esiste, ad oggi, un registro nazionale e la faccenda è lasciata alla buona volontà degli enti locali che si attrezzano in un lodevole fai da te.
«Tutti i cittadini residenti a Grosseto, maggiorenni e capaci di intendere e di volere, possono consegnare le Dat all’Ufficio anagrafe», dice coadiuvato dagli operatori dell’Ufficio anagrafe presenti in sala, l’assessore Giacomo Cerboni che conclude il suo intervento con alcune considerazioni personali sul fine vita dando il via, nel numeroso pubblico, a un fervido dibattito.
Obiettivo dell’incontro, informare la comunità affinché ogni persona possa scegliere e decidere di sé in modo consapevole e nel rispetto della legge. Legge che disorienta molti in un’Italia con una storia in cui il pensiero religioso ha improntato, nei secoli, le idee, la cultura, il costume e la politica. Ma nell’inevitabile trasformarsi delle cose, si è fatta forte la necessità di sapere che cosa sarà di me nel caso in cui io non sia più in grado di decidere di me. Nell’indefinito che invade la realtà contemporanea dove la famiglia, istituzione base della società attraverso la quale questa si riproduce sia sul piano biologico che su quello culturale ha perso posizioni, la paura del futuro e dell’essere soli si fa pesante e determina richieste e risposte dal mondo scientifico e politico. Quando è “un gattino a trasformare il ritorno in una casa vuota in un ritorno a casa”, quando ad accogliere chi rientra alla sera dal lavoro è un robot che accende le luci e saluta, quando è necessario, perché dell’essere soli ci si ammala e si muore, istituire, come è accaduto in Gran Bretagna, il Ministero della Solitudine, il futuro non ha più risposte.
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