Gioco
«Niente allarmismi, aspettiamo dati certi»
Geotermia: il sindaco Marini replica sulle conseguenze sanitarie dello studio Ars, ma anche su aree idonee e non
ARCIDOSSO. Aree idonee e non idonee alla geotermia, mozione della minoranza sul medesimo tema, risultati esami epidemiologici (geotermia e salute) elaborati da Ars. Il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini fa il punto e ragiona a tutto campo su temi cruciali per l’Amiata, chiarendo ancora una volta la posizione dell’amministrazione comunale sul tema geotermia sia di tipo flash che a ciclo binario e su quello della salute collettiva; nello stesso tempo il primo cittadino risponde anche a Corrado Lazzeroni, consigliere di minoranza che lo aveva sollecitato a discutere in consiglio la mozione presentata dal suo gruppo e a sciogliere il nodo aree idonee o no.
«Lazzeroni finge forse di non capire gli elementi di una problematica più volte dibattuta e chiarita», commenta Marini, che specifica, appunto, che «la questione delle aree non idonee è stata portata più volte in consiglio e anche in commissione. Ho provato in quelle circostanze a spiegare al consigliere Lazzeroni, ma inutilmente, che non sono obbligato ad inviare questo atto in Regione. Non incorro in nessuna sanzione, dato che non c’è nessun termine perentorio previsto. La mozione della minoranza consiliare non è stata portata in consiglio perché ancora non ne abbiamo convocato uno. Lo faremo nei prossimi giorni». Per le aree non idonee alla geotermia, Marini torna a ribadire: «Non sono stato d’accordo con l’impostazione che la Regione ha dato a questo problema, e della questione ho parlato sia con l’assessore Fratoni sia col capogruppo Pd in consiglio regionale Marras. Ripeto che mancando una regia regionale o comunque sovracomunale sullo sviluppo geotermico in Toscana (distretto geotermico europeo secondo Rossi), si lascia esclusivamente ai sindaci e ai territori la scelta di individuare aree idonee o non idonee. Era ipotizzabile che così si sarebbe ingenerato inevitabilmente il cosiddetto effetto nimby (non nel mio giardino). Fenomeno sciagurato che denota immaturità politica e ipocrisia, uno dei mali principali del mancato sviluppo infrastrutturale dell’Italia».
Oltretutto, poi, le indicazioni delle aree idonee non sono vincolanti: «Qualora la Regione redigesse questo documento sulle aree non idonee (in allegato al Paer) arrivate dai Comuni, non sarebbero assolutamente vincolanti e non in grado di impedire eventuali progetti di sviluppo delle società energetiche sul territorio regionale, per la natura strategica della materia energia a livello nazionale». E per lo sviluppo geotermico: «Ribadiamo come sempre affermato lo stop allo sviluppo dell’alta entalpia a Bagnore. Ogni intervento in questa area deve essere casomai migliorativo e teso a ridurre gli impatti ambientali attualmente presenti. Possibilità di sviluppo invece, di una geotermia a media entalpia a ciclo binario (impatti emissivi zero) in aree a vocazione produttiva o comunque fuori da contesti agricoli o soggetti a vincoli paesaggistici, in aree sic, sir, zps». Infine l’ultimo studio epidemiologico Ars: «Serio e rigoroso, unico nel suo genere in Amiata, che sebbene non sia ancora alla fase conclusiva, ci sta dicendo che nel campione c’è una presenza di alcuni metalli in percentuale maggiore rispetto alla medie di riferimento. In particolare i dati relativi al mercurio e all’arsenico erano attesi, visto che ci troviamo su un vulcano con determinate caratteristiche geologiche. Il dato inaspettato è il tallio che dovremo approfondire. E in tal senso si sono mosse da subito le mie richieste agli organi competenti: vorrei però subito sgombrare il campo da improbabili emergenze sanitarie che non sono state assolutamente prese in considerazione né dai responsabili Ars né dalla Asl sud est, né tantomeno dai medici di medicina generale. Prima di dare giudizi affrettati che rischiano purtroppo di essere superficiali e di creare solo allarmismo, invito ad aspettare i risultati definitivi».
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