Il Tirreno

Grosseto

Fantini e allenatori «Noi tenuti all’oscuro Quanta amarezza»

di Giovanna Mezzana
Fantini e allenatori «Noi tenuti all’oscuro Quanta amarezza»

Il Tirreno incontra ai box i professionisti dei purosangue «Nessuno ci ha detto una parola: è una situazione incredibile»

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GROSSETO. Fantini e allenatori di cavalli hanno appreso dello stop definitivo alle corse del Casalone dal Tirreno. Ieri mattina. «Né un incontro, né una comunicazione: non ci è stata detta una sola parola», sintetizza lo stato delle cose Antonello Floris mentre ai box si prende cura di Paiting Pictures, splendida cavalla irlandese della scuderia grossetana Giulia che ventiquattr’ore prima correva a Roma sulla pista delle Capannelle. C’è del rammarico ai box del Casalone. Per la notizia in sé: la parola fine alla grande tradizione dell’ippodromo di Grosseto è scritta nel decreto 20728 del direttore delegato per l’ippica (siamo in seno al ministero dell’agricoltura) che porta la data del 21 marzo e che non lascia spazio ad interpretazioni. E per la modalità con cui tutto il mondo che ruota intorno al cavallo l’ha saputa: dalla stampa.

L’incredulità. «Amiamo i cavalli e siamo dei professionisti: perché lasciarci all’oscuro di tutto? Noi, i fantini, le scuderie, i proprietari dei cavalli. Venire poi a sapere, tramite il giornale, che la decisione è stata presa due mesi fa, aumenta l’amarezza. È incredibile» dice Floris, 46 anni, origini sarde, ex fantino e da una decina d’anni allenatore, oggi pluri-diplomato; ha montato cavalli in tutto il mondo Antonello, è stato vent’anni a Roma, poi quindici anni fa si è trasferito in Maremma per amore: della moglie (ha sposato una grossetana) e dei cavalli del Casalone.

Un mondo che c’è. Non è vero che «l’ippica è finita», come si sente spesso dire: in Maremma, almeno – nel sentiment diffuso – non lo è, secondo lui. «C’è ancora tanta gente, grossetana, che investe nel cavallo “solo” per passione: e se vince una sola corsa le basta». Va ai box Antonello: «Vi presento Lady Queen – mostra al Tirreno una puledra – A San Siro ha vinto il Premio Certosa, è stata allevata qui ed è della scuderia locale Alba Chiara». «Ecco, lei è Fiumara – apre un altro box – avrebbe potuto fare le corse per puledri, qui, al Casalone, per la riunione estiva. E sa quanti altri cavalli sarebbero arrivati se non ci fosse stato lo stop? Dovevamo partire per l’Irlanda per acquistarne alcuni» ma, saputo del game over, «i proprietari ci hanno stoppato».

E i cavalli? Nei box del Casalone è ospitata una ventina di cavalli: molti di proprietari e scuderie autoctone. «A noi non hanno detto una parola, ma ai cavalli, almeno, hanno pensato? – si chiede Floris – Non sono cagnolini che porti a casa. Sono gli animali più belli del mondo i cavalli. Salire su una di queste tribune, guardarne uno che hai allevato e che sta correndo è un’emozione unica. Mi vengono i brividi a parlarne».

Follonica. Il decreto direttoriale del 21 marzo – che all’articolo 3 prevede la cessazione dell’attività di corse al galoppo del Casalone – approva «un progetto di riorganizzazione dell’ippodromo di Grosseto e dell’ippodromo dei Pini di Follonica» che discende da una partnership – il Cavallo di Troia che ha fatto scendere la china al Casalone – siglata l’8 febbraio tra la società Ippodromo del Casalone – amministratore unico, Alessandro Massai – e da Sistema Cavallo, società che gestisce l’impianto follonichese, tradizionalmente deputato al trotto. Per effetto della riorganizzazione, il galoppo trasloca nel Golfo. «Io non sono mai entrato in un ippodromo di trotto – dice Floris e questo la dice lunga sulla distanza siderale tra le due discipline – E prima di portarci i cavalli andrò a vedere. Certo è che qui c’era una pista da 1.400 metri per 16 partenti, là la faranno di mille metri per non più di una decina. Ai Pini non c’è illuminazione: far correre i cavalli alle 16 in pieno luglio è una pazzia, li fai soffrire e basta, e... chi viene a vedere le corse per prendere un’insolazione? Poi io credo che quella vicinanza fisica con il cavallo mentre correva, di cui potevi godere al Casalone, e che ti dava emozione, ai Pini non potrà mai ricrearla: li avvisterai da lontano, lontanissimi. Comunque, vedremo. Se faranno le cose non solo per darci il contentino, per bene, tanto di cappello». Follonica a parte, verrà un tempo, poi, in cui il mondo grossetano del cavallo pretenderà delle spiegazioni.

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