La protesta
Il padre la lascia in auto, muore a un anno
SCARLINO. È una comunità che si è stretta intorno a una delle famiglie più conosciute e più amate di Scarlino Scalo quella che oggi piange la morte della piccola Giorgia, la bambina lasciata ieri in...
SCARLINO. È una comunità che si è stretta intorno a una delle famiglie più conosciute e più amate di Scarlino Scalo quella che oggi piange la morte della piccola Giorgia, la bambina lasciata ieri in auto dal padre nel parcheggio dell’azienda pisana nella quale l’uomo lavora come ingegnere. Daniele Carli, 44 anni, è sotto choc. L’uomo, segretario di un circolo del Pd nel pisano, ha lasciato il paese maremmano subito dopo il diploma. Aveva frequentato l’istituto Porciatti, a Grosseto, poi aveva scelto la facoltà di Ingegneria a Pisa. È qui che ha conosciuto sua moglie ed è qui che sono nate le sue due figlie. Giorgia avrebbe compiuto un anno tra pochi giorni. Era la principessa di casa, quella che faceva battere il cuore ai nonni e allo zio, che abitano a Scarlino. Daniele veniva spesso a trovare i genitori e il fratello, a respirare quell’aria che profuma di Maremma e origini, che sa di amicizia, di fratellanza con tutto il paese. Chi è cresciuto con lui, chi lo conosce bene, chi ha condiviso con lui le giornate spensierate ieri non riusciva a darsi una spiegazione. Meticoloso, preciso, attento. Un babbo innamoratissimo delle sue figlie e attaccatissimo alla sua famiglia d’origine, a Scarlino dove tutti se lo ricordano nonostante i tantissimi anni passati ormai nella città della torre pendente. Perché lo Scalo, comunque, era rimasta casa sua anche se non viveva più qui. E il paese, come tutti i parenti sparsi in altre parti della Maremma, ha deciso di farsi famiglia e abbracciarlo come si fa con un figlio al quale si vuole bene.
I servizi alle pag. 2 e 3
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