Il Tirreno

Grosseto

Ricompare il cinipide ma torymus funziona

di Fiora Bonelli
Ricompare il cinipide ma torymus funziona

Sui castagni amiatini spuntano le galle sintomo della presenza dell’insetto  ma nelle prime aree in cui venne lanciato l’antagonista la situazione migliora

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AMIATA. Il cinipide per adesso non accenna ad abbandonare vaste aree di castagneti dell’Amiata, anche se ci sono zone dove la situazione appare invece assai migliorata rispetto agli scorsi anni: per lo meno ad una prima valutazione. Per dare un giudizio definitivo bisognerà comunque attendere la fioritura delle piante: solo allora si potrà vedere se il raccolto si preannuncia migliore delle castanicolture passate o se, invece, continuerà a diminuire come nelle ultime stagioni.

Sono moltissimi i castanicoltori che, allo spuntare delle prime foglie, si sono accorti che erano già piene di quelle galle – prima verdi e poi rosseggianti – dove il cinipide nasconde le sue larve. Fra le zone più colpite da questo insetto che viene dalla Cina sono le Piane di Arcidosso, San Lorenzo, Sasso del Prete, i castagneti che si incontrano all’altezza dei primi tornanti che da Castel del Piano salgono verso la vetta dell’Amiata e poi alcuni appezzamenti ai Tepolini, borgata di Castel del Piano, fra le prime zone in assoluto ad essere colonizzata dal Cinipide galligeno. Le foglie nascono già arricciate, e gli alberi di castagno, prestigiosi per la loro ombra, si presentano, invece, con i rami sguarniti di copertura e lasciano passare luce e sole. Col passare del tempo, poi, le poche foglie cadono e la fruttificazione non c’è. È un disastro per un’economia montana traballante e per la quale la raccolta di castagne ha costituito per secoli un’entrata sicura per intere famiglie. Da qualche anno però non è più così, con casi estremi di raccolto pari allo zero, due anni fa e per qualcuno anche l’anno scorso.

L’associazione della castagna Igp del Monte Amiata, guidata da Lorenzo Fazzi, con l’appoggio istituzionale, si è mossa per fronteggiare il flagello, con il lancio di Torimus, insetto antagonista del cinipide che è stato liberato nei castagneti più volte con una spesa che si sono in parte accollati i proprietari che hanno adottato la strategia. In alcuni casi il torymus ha fatto vedere qualche risultato, in altri no. Il presidente Fazzi non si sbilancia: «Ho fatto alcuni sopralluoghi – dice – ma finché non ci sarà la fioritura dei castagni è difficile fare un bilancio esaustivo. In alcuni casi posso dire, però, che i castagni sono in ottime condizioni. Si tratta dei castagneti dove sono avvenuti i primi lanci di torymus, come a Monticello Amiata, Salaiola, Giunco. In altri casi, dove i proprietari avevano visto il cinipide, ho fatto notare che c’è, è vero, ma solo sulle foglie e dunque se avverrà la fioritura non ci sarà da temere. In altri casi, come alle Piane di Arcidosso, il cinipide c’è.

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