Il Tirreno

Grosseto

Il futuro dell’ex Ilva parte dalla fotografia

di Giulia Sili
Il futuro dell’ex Ilva parte dalla fotografia

Maxi convegno con gli esperti per studiare le strategie di valorizzazione: c’è anche il progetto di realizzazione di una scuola

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FOLLONICA. Un incontro per parlare della valorizzazione dell’Ex Ilva – cuore industriale della città di Follonica oggi riconvertito – mostrando quanto è stato fatto dal 1998 ad oggi e quanto ancora c’è da fare.

Il convegno organizzato dal Comune si è svolto ieri nella sala Leopoldina del Teatro Fonderia Leopolda e ha visto susseguirsi sul palco architetti e addetti ai lavori.

Tra questi Paolo Francioni, responsabile del Demanio delle province di Arezzo, Grosseto e Siena, Giulia Manca architetta responsabile della Soprintendenza, l’architetta Elena Micheloni, responsabile dei lavori pubblici del Comune e il responsabile del settore Gis Fabio Ticci che ha parlato del programma di valorizzazione dell’area.

Un gruppo di lavoro istituito dall’assessora Barbara Catalani in collaborazione con Paolo Marelli, Vito Di Sabato e Luigi Madeo e il coordinamento della segretaria generale Serena Bolici, con il compito di elaborare la proposta per l’accordo di valorizzazione. Durante la mattinata tutti i partecipanti hanno potuto fare una passeggiata nel comprensorio dell’ex Ilva per toccare con mano quanto già recuperato e quanto ancora da recuperare.

Nel primo pomeriggio, infine, sono stati creati dei tavoli di lavoro nei quali i presenti hanno potuto rielaborare gli spunti raccolti durante la mattina apportando osservazioni e integrazioni. Il sindaco Andrea Benini ha aperto il convegno parlando del giorno in cui la fonderia ha chiuso i battenti il 20 febbraio del 1960 e ricordando gli storici modellisti della ghisa: «Serve ricordare Giuliano Zanconi, scomparso lo scorso anno a 87 anni ed Emilio Cellini, gli operai che hanno portato la memoria della fonderia fino a noi – ha detto Benini – con lo svilupparsi della città in molti hanno pensato che fosse giusto dismettere quella parte di Follonica. Ci sono poi state persone come Lido Raspollini che hanno visto qui delle opportunità per il futuro. Ed è stato proprio questo il cammino seguito fino a oggi: connettere la memoria con il futuro. Dal 1998 con il piano di recupero dell’area redatto da Claudio Saragosa passando per l’amministrazione Baldi e arrivando fino ad oggi è stato fatto tanto. La rigenerazione di questo luogo speciale è necessaria e deve proseguire».

L’assessora Catalani ha poi illustrato ai presenti i progetti portati a termine per la valorizzazione culturale dell’area parlando del museo Magma e del Cantiere Cultura. «Questo edificio porta la firma di Vittorio Gregotti – ha detto Catalani – ma per realizzare il progetto tanto ha significato la Soprintendenza. Oggi è più difficile individuare fondi per proseguire e servono accordi tra pubblico e privato ma anche bandi tramite i quali abbiamo trovato i finanziamenti per la realizzazione del Parco Centrale». E durante la mattinata è stata anche svelato un progetto prossimo alla realizzazione: «il piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia voluto dal ministro Franceschini interesserà anche Follonica – ha detto Catalani – proprio qui si terranno tre giorni dedicati alla fotografia e nei progetti c’è anche la realizzazione di una scuola».

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