Il Tirreno

Grosseto

Colpo grosso al deposito Rubati farmaci per 3 milioni

di Gabriele Baldanzi
Colpo grosso al deposito Rubati farmaci per 3 milioni

I ladri hanno fatto un buco nel muro del capannone dell’Estar in via Genova Elusi i sistemi di allarme, sopralluogo della scientifica dei carabinieri

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GROSSETO. Un clamoroso furto di medicinali è stato messo a segno nella notte tra mercoledì e giovedì in via Genova, a Grosseto, nel mega deposito dell’Estar, l’ente regionale di supporto tecnico-amministrativo dell’azienda sanitaria.

Da una prima stima, compiuta ieri mattina da dipendenti e dirigenti, mancherebbero all’appello farmaci di diverse tipologie, in prevalenza antitumorali, per un valore di circa tre milioni di euro. Medicine destinate all’ospedale Misericordia, alle farmacie, a pazienti che ne hanno quotidiano e vitale bisogno.

Il furto è firmato da professionisti, persone che conoscevano quei magazzini, i luoghi circostanti, ma soprattutto la delicatezza e il valore della merce sottratta. È presumibile che i ladri da tempo pianificassero il colpo, studiando i luoghi e forse anche le abitudini di chi vive a poche decine di metri di distanza, come il proprietario dei capannoni, il signor Jacques Chafir, che non ha sentito nulla e ieri mattina era mortificato. Ignaro dell’accaduto anche Giorgio Mencarelli (il titolare della Fluxinos), confinante e residente in via Genova. La sua azienda e la sua abitazione cono circondati da telecamere che potrebbero aver ripreso qualche movimento insolito: questa tipologia di furti non si improvvisa. Chi ruba medicinali costosissimi in luoghi così vigilati, controllati, sa cosa prendere e come prenderlo. L’allarme, per esempio: non può essere stata una botta di fortuna il fatto che la “spaccata” (70 centimetri per 70) sia stata compiuta proprio nell’unica zona d’ombra dei sensori antifurto. Qualcuno ha osservato e studiato il sistema di allarme dell’ultimo modulo, ha messo a punto un piano dettagliato di intervento e fuga, avrà già avuto acquirenti a cui piazzare una refurtiva così insolita e ingombrante. Nonostante il magazzino preso di mira sia il più distante dalla strada principale, l’operazione compiuta dai malviventi aveva rischi alti e presupponeva, come detto, un basista, dei trasportini-frigo, un adeguato supporto logistico.

Alcuni farmaci rubati si compromettono rapidamente se non tenuti a certe temperature. Le scatole trafugate potrebbero essere state portate a mano fino alla recinzione che delimita la proprietà con l’azienda Fluxinos. Qui, con un paio di tronchese, i malviventi avevano aperto un varco nella rete e nella siepe. Si notano rami spezzati di fresco, tagli nei fili di ferro. Quello che è accaduto dopo è difficile da ricostruire. Di certo i ladri avevano a disposizione un camioncino, forse più di uno. Sul retro c’è un altro enorme capannone industriale, affittato a un corriere.

Tra i primi ad arrivare sul posto la responsabile farmaci di Estar su Grosseto, la dottoressa Valeria Borgoni. Con lei il dirigente dell’unità operativa Logistica, l’ingegnere Sergio Rossolini. E poi i reparti scientifici dei carabinieri per i rilievi, avviati in prima mattina e durati diverse ore, dentro e fuori dai magazzini. Per tutta la giornata, intorno al deposito di via Genova, c’è stato un via-vai di persone. Si è lavorato sugli inventari, sugli elenchi dei farmaci in entrata e in uscita, per capire esattamente cosa era stato sottratto. La stima del valore è elevata e approssimativa. Dal 2013 carabinieri, Aifa e Ministero della salute hanno creato una banca dati dei furti di medicinali, fenomeno che in Italia ha assunto dimensioni preoccupanti. Su questa piattaforma si trovano tutte le informazioni disponibili su eventi riguardanti il furto di farmaci.

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