Il Tirreno

Grosseto

APPASSIONATI DOC/l’ex presidente della federazione mondiale 

«Era un hobby, ora è una filosofia»

«Era un hobby, ora è una filosofia»

Capponi ha contribuito al risveglio del prodotto, tornato di moda 

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GROSSETO. C’è un grossetano dietro al rilancio del calcio da tavolo. Un grossetano che da 25 anni vive in Spagna ma non ha mai dimenticato le sue radici. Si tratta di Piero Capponi, già presidente della federazione mondiale. Il Tirreno l’ha rintracciato e intervistato. «Il subbuteo – spiega – ha 70 anni di storia, nasce come giocattolo, fatto a mano nella campagna del Kent, e poi pian piano diventa quasi una filosofia». Piero racconta di quando, a Grosseto, con Andrea Vizzi, Leonardo Moretti, Mauro Petrini, Marco Biagiotti, Fabio Pantalei, Daniele Signori iniziò a giocare a Subbuteo. «Abbiamo imparato da bambini. È stato uno strumento per condividere, competere, divertirsi, organizzarsi, crescere. Era così tanta la passione che fin da piccolo conoscevo la storia del Subbuteo, l’idea di Peter Adolph e l’evoluzione del gioco. E sì che all’epoca non era agevole come oggi documentarsi». «L’Italia e la Spagna – prosegue Capponi – vantano il maggior numero di giocatori e le grandi leggende del Subbuteo. Andrea Piccaluga, un pisano, nel 1978 vinse il titolo mondiale per l’Italia e diventò una sorta di rockstar del Subbuteo. Il Waddington si assicurò le sue dita per un milione di sterline e lo portò in tournée nel Regno Unito, dove giocò quasi 400 partite dimostrative, tutte vincenti tranne che per un pareggio». Il gioco, attualmente di proprietà della Hasbro, una delle più importanti società di giocattoli del mondo, ha subito una profonda crisi negli anni Novanta – Duemila, poi il rilancio, proprio grazie a Capponi. «Il Subbuteo era diventato un prodotto di nicchia, per nostalgici, sebbene l’attività sportiva avesse continuato il suo corso. Il giocattolo non si trovava più nei negozi. Nel 2010 un nuovo risveglio grazie alla felice intuizione di una compagnia spagnola che ha puntato ancora una volta su questo marchio leggendario. E così il Subbuteo è tornato di moda. Oggi è distribuito di nuovo in più di 20 paesi e il giocattolo classico ha aderito a molte licenze in altri settori». «Nella mia città, Grosseto – conclude Capponi – ho sempre cercato di contribuire a tenere viva la passione per il calcio a punta di dito. Adesso non sono più presidente ma abbiamo la squadra in serie B». (g. b.)

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