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Legambiente e Unipol in difesa della duna

Legambiente e Unipol in difesa della duna

ALBERESE. Analizzare, proteggere le dune minacciate dall’intervento dell’uomo e dagli agenti atmosferici per poi valorizzarle come elemento di attrazione turistica del territorio.Questi sono gli...

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ALBERESE. Analizzare, proteggere le dune minacciate dall’intervento dell’uomo e dagli agenti atmosferici per poi valorizzarle come elemento di attrazione turistica del territorio.

Questi sono gli obiettivi che Legambiente e Gruppo Unipol si prefiggono attraverso il progetto da loro ideato, i Guardiani della duna, presentato nella sede dell’Ente Parco della Maremma di Alberese. L’iniziativa, indirizzata agli studenti delle scuole superiori di Grosseto, rientra nella campagna promozionale Bellezza Italia e vede la collaborazione del centro ricerche Crisba-Isis Leopoldo II di Lorena. «Puntiamo a difendere le dune dall’erosione costiera, dagli effetti dei cambiamenti climatici che subiscono e dall’azione antropica che porta ad un’eccessiva cementificazione – dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – partendo dall’analizzare il loro stato e per dare un esempio ai turisti che a volte non si accorgono con azioni involontarie di danneggiare l’ecosistema».

È su questo punto che il progetto-pilota (che verrà utilizzato per altre località della fascia costiera toscana) è imperniato e suddiviso in fasi e, per la parte tecnico-scientifica, si avvale della competenza del Crisba. Il lavoro viene portato avanti da tecnici esperti della materia e da una ventina di studenti: la prima parte consta nello studio “sul campo”, nella ricerca e nella raccolta dei dati sulla duna che serviranno a disegnare una mappatura il più possibile veritiera in cui esaminare eventuali criticità che riguardino vari aspetti (flora, fauna, erosione, qualità dell’acqua): in sostanza si tratta di una “cernita” di elementi su cui intervenire; nella seconda fase, invece, il lavoro avviene in laboratorio ed i ragazzi applicano da quanto appreso i passaggi necessari, dal seme della pianta fino all’effettiva piantumazione sul litorale sabbioso. «Fra le piante su cui lavoriamo – dice Lorenzo Moncini di Crisba – c’è il pancratium maritimo soggetta ad una normativa regionale che ne vieta il prelevamento».

Ieri circa 50 studenti sono stati coinvolti nel monitoraggio della “beach litter”, per individuare la tipologia e la provenienza dei rifiuti presenti in spiaggia per poi procedere alla pulizia. Per il gruppo Unipol era presente la responsabile Maria Luisa Parmigiani. «È necessario – conclude Lucia Venturi, presidente del Parco – lavorare su quei punti critici per conservare la biodiversità del territorio». (s.f.)

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