Il Tirreno

Grosseto

Le parole dei nostri bambini

Lucia Taviani (catechista)
Le parole dei nostri bambini

La catechista Lucia Taviani ha raccolto nei giorni scorsi i pensieri che i bambini del catechismo di Marsiliana (Manciano) hanno espresso sulla visita di Papa Francesco, sulla fede e sul rapporto con Gesù

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La catechista Lucia Taviani ha raccolto nei giorni scorsi i pensieri che i bambini del catechismo di Marsiliana (Manciano) hanno espresso sulla visita di Papa Francesco, sulla fede e sul rapporto con Gesù. A loro la parola.

***

Forse davvero ho la fortuna di far arrivare qualche parola a Papa Francesco.

Solo l’idea mi commuove e mi riempie di gioia potrei scrivere un fiume di parole per l’entusiasmo, ma preferisco dar voce ai bambini, gli stessi per cui ogni anno mi riprometto di lasciare il catechismo quando li vedo, da grandi, correre innocenti e ignari lungo strade insicure e pericolose e talvolta allontanarsi dalle nostre belle cose di Dio.

Ogni anno vorrei lasciare. Poi, come oggi, mi fermo con loro a parlare e faccio le mie solite domande.

(I primi giorni)

«Perché siamo qui?».

«Io perché mi ci manda la mamma, poi ci vengono tutti».

«Be’, dobbiamo fare “la comunione” maestra non lo sai?». Per uno di loro la famiglia ha precisato che non era molto convinta e che il bambino avrebbe frequentato le lezioni di catechismo un paio di volte poi avrebbe deciso da solo se continuare o no.

«Ecco, sai, io non lo so se vengo a catechismo...».

«E quando lo saprai?».

«Ma non lo so».

«Hai mai sentito parlare di Gesù?».

Tutti: «Io sì... Io sì... Quando c’è babbo Natale! Nasce Gesù sì sì, nasce di sera però, vero?».

«Ma no! Che c’entra, quello è perché porta i regali». Risate e mani alzate: «Io lo so, io lo so».

I bambini stanno parlando ormai solo fra loro di babbo Natale dei regali... E tutto quello che chiederanno, la stanza si popola di videogiochi, cellulari e risate. Questo il nostro inizio...

«Ragazzi scriviamo a Papa Francesco?».

«Sì!!!».

«Io voglio dire gli elenchi allora, una cosa bella che abbiamo fatto è questa: sui nostri quaderni ci sono due lunghe file di parole le parole con Dio e quelle senza Dio...».

«Be’, ma queste sono veramente molto facili che ci vuole?».

«Libertà, verità, gioia, amore eccetera sono le parole di Dio».

«Poi: schiavitù, tristezza, odio eccetera sono le parole senza Dio».

«Io da quando facciamo questa cosa di cercare Gesù mi sembra che non siamo più soli solo noi».

«Sì, io voglio dire che qui ho trovato nuovi amici che non conoscevo».

«Io invece rimango perché queste sono cose belle veramente».

«A me mi sono piaciuti tanto mi miracoli e anche se non so perché e anche se non capisco io credo davvero nel sangue e nel corpo, maestra, dentro la “comunione”».

«Io credevo anche prima ma ora crediamo anche uno nell’altro».

«Invece tu non capisci ma io capisco tutto ora. E so che bisogna pregare contro la guerra e le cose brutte, perché Gesù ci ascolta».

«Quando leggiamo il Vangelo sento che siamo proprio tutti insieme».

«Allora senti cosa ho capito eh? Dai miracoli mi sembra che quanto è impossibile da comprendere altrettanto è il suo amore per noi».

«La cosa più straordinaria è che perdona tutti. Sì, tutti».

«Prima ero sempre triste e la mia vita era insipida. Ecco, ora sono allegra, un po’ di sale insomma. Di gioia. No?».

Queste sono alcune frasi e non si possono vedere gli occhi di questi bambini, né sentire le loro gioiose risate o lo stupore.

Spero che Papa Francesco ritrovi in queste ingenue frasi tutto il candore e la gioia che Gesù ha riservato ai bambini e ai semplici.

Lucia Taviani

(catechista)

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