Il Tirreno

Grosseto

Niente farmaco per un mese per un malato di cancro

Niente farmaco per un mese per un malato di cancro

Grosseto, un 61enne non ha potuto ritirare gli amminoacidi ramificati in via Genova L’Asl: «Gli sbalzi di temperatura lo hanno cristallizzato e non si possono fare scorte»

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GROSSETO. «Ci dispiace, ma gli amminoacidi ramificati non glieli possiamo dare perché la partita si è cristallizzata. Li può però comprare da solo, tanto sono in fascia C». Questo si sono sentiti dire i familiari di un uomo di 61 anni, con tre trapianti alle spalle e un tumore con cui sta tuttora combattendo, che dall’inizio di aprile sono andati più volte al dispensario dell’Asl di via Genova per ritirare medicinali e materiale per le medicazioni del loro congiunto, impossibilitato a muoversi.

Per un intero mese il piano terapeutico non è stato erogato del tutto perché _ questa la spiegazione dell’Asl _ lo sbalzo di temperature delle scorse settimane ha “cristallizzato” questo farmaco (distribuito sotto forma di flacone per flebo) rendendolo non più consoni ad essere dato al paziente.

«Il piano terapeutico è stato prescritto il 5 aprile _ spiega la moglie dell’uomo _. Mio marito è seguito alla perfezione, questo mi preme dirlo. Viene una bravissima infermiera della Farfalla a casa, siamo in continuo contatto con i medici. Niente di cui lamentarsi».

Il problema è sorto quando il fratello del paziente è andato in via Genova a ritirare medicinali e kit per le medicazioni. «Ci vengono dati aghi, siringhe, lacci emostatici, tutto quel che serve _ spiega la moglie _ e anche elettroliti e amminoacidi ramificati che mio marito prende via flebo. Ma questi ultimi non li abbiamo mai potuti ritirare perché la partita era “cristallizzata”, così ci hanno detto. Ed è un mese che è così».

Il paziente, però, quegli amminoacidi li deve prendere con regolarità. «All’inizio tutti i giorni e poi un giorno sì e uno no», spiega la moglie. E dunque? «In via Genova ci hanno detto di comprarli _ spiega ancora la signora _ “tanto sono in fascia C”, dicono. Costano dieci euro al giorno».

Dieci euro che il paziente ha diritto a non spendere, visto che con quella patologia è prevista l’erogazione gratuita.

«Quello che ci pare assurdo _ spiega la moglie _ è che in un mese non si sia provveduto a fare un nuovo ordine. Anche la scorsa settimana la risposta è stata la solita: “la partita non è cedibile”».

Il Tirreno ha chiesto spiegazioni all’Asl e nel giro di poche ore è arrivata la risposta. Il direttore del dipartimento Politiche del Farmaco della Asl Toscana sud est, Fabio Lena, fa sapere che «gli aminoacidi ramificati erano disponibili, ma che a causa degli sbalzi di temperatura di questo periodo la struttura del farmaco, pur conservato come previsto tra i 2 ed i 25 gradi, come può capitare, si è cristallizzata. Per prudenza, e sulla base di quanto previsto dalle norme sulla Farmacovigilanza a tutela dei pazienti, l’azienda ha preferito non consegnarlo e farlo ritirare dall’Azienda produttrice. Trattandosi di un farmaco particolare, non è permesso tenerlo in scorta, ma l’ordine viene evaso al momento della richiesta. Questa modalità non consente di gestire autonomamente le forniture, e i tempi di consegna dipendono dalla ditta che li distribuisce. Questo è il motivo del rallentamento nella consegna che l’«zienda ha già provveduto a risolvere, scusandosi comunque con il paziente per il disagio».

E dunque? Un paziente che ne ha bisogno deve sperare in un meteo clemente?

La soluzione per il 61enne nel frattempo si è trovata. Proprio ieri mattina una nuova partita di amminoacidi ramificati è arrivata nel dispensario di via Genova.

Francesca Ferri

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