Il Tirreno

Grosseto

Ato rifiuti al M5s: «Documenti inviati»

di Gabriele Baldanzi
Ato rifiuti al M5s: «Documenti inviati»

Il direttore Diprima: «Nessun segreto, abbiamo risposto alla richiesta avanzata dalla consigliera Pisani il 14 aprile scorso»

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GROSSETO . «Non è assolutamente vero che Ato non risponde alle richieste dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle». Lo dice con forza il direttore dell’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti Toscana Sud, Paolo Diprima. «La denuncia a firma dei consiglieri del Movimento 5 Stelle apparsa ieri sul Tirreno – prosegue il direttore – è smentita da una pec di venerdì 4 maggio (spedita alle 10,37) indirizzata al consigliere Antonella Pisani. Nell’occasione Ato ha fornito tutta la documentazione richiesta con la sua istanza del 14 aprile, insieme a una nota esplicativa che ricostruisce le fonti normative e contrattuali della questione che è stata sollevata».

Diprima conferma poi la sua assoluta disponibilità «a fornire nelle sedi istituzionali, a tutti i rappresentanti dei Comuni partecipanti all’Ato, ogni altra informazione, ovviamente nello stretto tempo necessario per la nuova direzione a ricostruire vicende che risalgono a prima del suo insediamento».

Ma cosa chiedevano i Cinque Stelle di così scabroso? Daniela Lembo, Antonella Pisani, Francesca Amore e Gianluigi Perruzza volevano conoscere i dettagli dell’affidamento a Cooplat, da parte di Sei Toscana, delle attività relative al servizio di raccolta dei rifiuti urbani in alcuni Comuni della provincia di Grosseto. E in particolare se c’era mai stato un via libera da parte dell’assemblea dell’Ato. Nella sua risposta il direttore Diprima aveva premesso un breve richiamo al quadro normativo che disciplina la concessione del servizio rifiuti urbani nell’ambito Toscana Sud, regolato dalle disposizioni del Codice dei contratti pubblici vigente all’atto della procedura di gara, con particolare riferimento ad alcuni articoli. In pratica l’interrogazione sul subaffidamento a Cooplat trova immediata risposta nei commi 1 e 2 dell’articolo 156 del Decreto legislativo 163 del 2006, laddove l’aggiudicatario della gara deve costituire una società di progetto (come in effetti costituita con la ragione sociale Sei Toscana), la quale, dopo essere diventata concessionaria del servizio, può affidarsi direttamente alle suddette società socie, qualora siano in possesso di certi requisiti. Essendo quindi Cooplat tra i soci di Sei Toscana la normativa prevede il diritto di quest’ultima, cioè del concessionario, di prestare lavori o eseguire i servizi mediante affidamento diretto ai propri soci, senza che la stazione appaltante possa opporsi all’esercizio di questo diritto.

Per la cronaca Sei Toscana, nell’estate del 2014, aveva comunicato all’Autorità l’intenzione, a decorrere dal primo ottobre di quello stesso anno, di svolgere tramite il proprio socio operativo Cooplat alcuni servizi nei Comuni di Grosseto, Castiglione, Magliano, Manciano, Orbetello, Capalbio, Monte Argentario e Isola del Giglio, ferma restando l’esclusiva titolarità del contratto di servizio da parte di Sei Toscana. Sempre Sei attestava che Cooplat era in possesso dei requisiti di legge per l’esecuzione dei servizi.

Il direttore Paolo Diprima, nella risposta ai consiglieri grossetani del M5s dettaglia anche altri passaggi, di natura amministrativa e sindacale, per dimostrare come l’operato dell’Ato sia stato sempre all’insegna della trasparenza.

«Ovviamente, oggi come allora – conclude la presidente del consiglio direttivo Alessandra Biondi – riteniamo Sei Toscana pienamente responsabile nei confronti dell’Autorità e dei Comuni, anche per conto del socio, per il compimento di ogni attività e per ogni eventuale inadempienza».

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