La protesta
Colpi di pistola in centro Traiettorie sotto esame
I carabinieri sono tornati sul luogo del delitto: la strada è stata chiusa al traffico Gli accertamenti sono serviti a ricostruire la dinamica dell’omicidio di De Simone
FOLLONICA. Misurazioni millimetriche, posizioni e traiettorie ricostruite fino alla perfezione. È questo quello che hanno fatto ieri mattina i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto insieme ai colleghi di Follonica. Sono tornati in via Matteotti proprio lì dove tre settimane fa Raffaele Papa, 30 anni, ha impugnato una Tarfoglio con la matricola abrasa e ha fatto fuoco uccidendo Salvatore De Simone, titolare dell’hotel davanti al quale è successa la tragedia e ferendo in maniera gravissima il fratello dell’uomo Massimiliano De Simone e la farmacista Paola Martinozzi. I due, portati all’ospedale di Siena con Pegaso, sono ancora ricoverati alle Scotte e le loro condizioni sono ancora molto gravi. Sono stati colpiti da due proiettili sparati dall’uomo: Massimiliano stava correndo verso il fratello che era già per terra, per soccorrerlo, quando è stato centrato da un proiettile calibro nove, Paola invece stava camminando lungo il viale per raggiungere la farmacia dove lavora da sempre insieme al fratello.
Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna ha disposto ulteriori accertamenti per stabilire la traiettoria seguita dai proiettili sparati dalla pistola impugnata dal trentenne. Accertamenti ripetibili, per i quali gli avvocati di Papa (Carlo Valle) e della famiglia De Simone (Alessandro Risaliti), non hanno nominato un perito.
Le indagini dei militari stanno ricostruendo pezzo dopo pezzo il delicato puzzle che ha composto la sparatoria di Follonica: era venerdì 13 aprile poco dopo le 14 quando nella strada che dalla stazione corre verso il mare, il silenzio del primo pomeriggio è stato interrotto da quei colpi di pistola. Salvatore De Simone è morto pochi minuti dopo essersi accasciato in terra, nonostante il disperato tentativo dei sanitari del 118 che per quarantacinque minuti hanno cercato di rianimarlo. I militari della compagnia di Follonica sono arrivati in via Matteotti subito dopo la sparatoria: Papa era scappato ed è stato arrestato poco dopo a Grosseto, vicino al Bowling in via Aurelia Nord, dove si è consegnato ai carabinieri. Difeso dall’avvocato Carlo Valle, ora è nel carcere di via Saffi accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e di duplice tentato omicidio oltre che di detenzione illegale di arma da fuoco. Papa non poteva avere con sé quella pistola: un’arma con la matricola abrasa che subito dopo la sparatoria è stata tolta dalle sue mani dal padre dell’uomo ed è stata gettata in un fosso da un inserviente della sua osteria.
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