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Bottiglietta lanciata dalla finestra: ecco la "punizione" scelta dalla preside
Nessun provvedimento per la classe della quale è stato effettuato il lancio. La preside sceglie la strada dell’educazione: «La sanzione non ha effetti positivi»
MASSA MARITTIMA. Una bottiglia che cade dal terzo piano della scuola media e una donna sfiorata dall’oggetto lanciato: l’episodio è avvenuto martedì 24 aprile a Massa Marittima, durante la fine dell’ultima ora di lezione.
I ragazzi della classe prima della scuola di via Martiri della Niccioleta si stavano preparando a uscire quando qualcuno ha lanciato l’oggetto senza pensare alle conseguenze. La passante sfiorata dalla bottiglia ha subito denunciato l’accaduto alla scuola e i professori hanno poi cercato il modo migliore di gestire la questione. Del resto il gesto avrebbe potuto avere delle conseguenze molto serie: vista l’altezza la bottiglia sarebbe potuta essere un’arma.
Da tutta questa vicenda la preside dell’istituto di Massa Marittima, la professoressa Marcella Rossi, ha deciso, in accordo con il consiglio scolastico, di ricavarne un’esperienza educativa: «Nessuna punizione – dice la dirigente – l’essenziale non è punire ma educare i ragazzi. È dimostrato che la sanzione non genera nessun effetto positivo sul comportamento di alcuni ragazzi che talvolta non riescono a comprendere la gravità del comportamento messo in atto. Per questo motivo il consiglio di classe ha pensato di avviare delle azioni finalizzate a far comprendere i gesti troppo spesso non ponderati». Del resto non è stato individuato il responsabile del gesto: «I professori hanno fatto pressione sottolineando la gravità del gesto – dice Rossi – ma non è venuto fuori il responsabile. Nessuno ha visto e nessuno si è dichiarato. Così, quando non ci sono certezze, per non minimizzare l’accaduto abbiamo deciso di fare una settimana di lezioni dedicate al rispetto della legalità. Nel corso della settimana alcune ore saranno dedicate ad interventi di educazione civica e saranno valutate e discusse con i ragazzi le conseguenze di queste azioni, anche alla luce della normativa sulla sicurezza».
I ragazzi subito dopo l’accaduto hanno anche assistito a una lezione di fisica in cui il professore ha spiegato loro come calcolare la forza d’impatto di un oggetto del peso di una bottiglietta lanciato da quell’altezza: «I ragazzi hanno capito che la bottiglia lanciata da quell’altezza può fare molto male», ha detto la preside. L’essenziale è poi la collaborazione tra scuola e famiglia: «Stiamo assistendo a un’emergenza educativa in Italia, sempre più spesso sentiamo di gravi episodi di bullismo – spiega la preside – A Massa, ad oggi, non ci sono stati episodi di questo genere. In ogni caso sono convinta che serva la collaborazione tra scuola e genitori. Il nostro obiettivo comune è il benessere dei ragazzi, quindi dovremmo essere alleati e non uno la controparte dell’altro». L’ideale per l’istituto è la comunicazione diretta: «Dico sempre ai genitori che quando ci sono delle incertezze o delle perplessità gli insegnati sono aperti al dialogo. Dispiace sapere che la notizia è stata riportata sui social network. Sarebbe stato molto più efficace e costruttivo un confronto diretto» ha concluso Rossi.
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