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Non segna gli uccelli uccisi, cacciatore vince il ricorso

Non segna gli uccelli uccisi, cacciatore vince il ricorso

GROSSETO . La Regione Toscana ha accolto un ricorso presentato nei mesi scorsi da un socio della Federcaccia, che – assistito dall’associazione – aveva contestato un verbale firmato da due guardie...

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GROSSETO . La Regione Toscana ha accolto un ricorso presentato nei mesi scorsi da un socio della Federcaccia, che – assistito dall’associazione – aveva contestato un verbale firmato da due guardie ambientali volontarie, per la presunta mancata annotazione di capi di selvaggina migratoria subito dopo l’abbattimento.

Nel verbale si contestava al cacciatore di non aver provveduto all’annotazione degli uccelli uccisi. Lui aveva ribattuto di non averne ancora accertata la specie. Nel verbale gli agenti omettevano i riferimenti alla normativa regionale, richiamando invece l’applicazione della legge nazionale 157/92, dove si prevede che la fauna selvatica debba essere annotata subito dopo l’abbattimento.

La Regione Toscana, nell’archiviare il verbale, ha rigettato questa impostazione, ribadendo che la legge regionale 3/94 (non citata nella multa) specifichi come nel tesserino debba essere annotata la fauna selvatica stanziale e migratoria abbattuta subito dopo l’abbattimento accertato. «L’accertamento è dirimente – spiegano i vertici di Federcaccia – soprattutto in tipologie di caccia come quella da appostamento fisso. La Regione infatti ha sottolineato che nella legge 3/94 è stata inserita la parola “accertato” per consentire l’annotazione certa delle specie abbattute. Certezza che non è possibile fino al momento in cui non si è raccolto il capo abbattuto e non lo si è esaminato da vicino, così da individuarlo senza dubbio. Vi sono infatti specie con differenze minime non riconoscibili a distanza». Lo stesso cacciatore sanzionato aveva spiegato da subito alle guardie che «senza un esame ravvicinato rischiava di annotare specie diverse, falsando i dati della fauna prelevata». Non solo. L’annotazione, subito dopo ogni sparo andato a segno, renderebbe di fatto impossibile questo tipo di caccia, che invece è ammessa dalla legge. Nel verdetto, oltre a queste considerazioni di principio, la Regione fa riferimento alla recente mozione n° 1101 del gennaio scorso, con la quale la Giunta guidata da Enrico Rossi viene impegnata a mettere in atto, nel rispetto delle proprie competenze, le opportune iniziative finalizzate alla corretta applicazione della norma nei confronti dei soggetti preposti, così da giungere a una corretta applicazione della norma. Per tutti questi motivi il verbale è stato archiviato. Federcaccia e Confederazione Cacciatori Toscani chiedono adesso alla Regione di verificare che gli agenti di vigilanza sul territorio si adeguino alle valutazioni espresse dagli uffici regionali della Direzione Agricoltura e Sviluppo rurale che si occupano di attività di controllo e sanzionamento amministrativo. (g. b.)

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