Gioco
Candidati e gessi rossi «Indagine sulla salute»
Di Curzio lancia la proposta di uno studio, Biondi contrario al no ideologico Pagliuchi e Scapin non vogliono gli scarti né alla Vallina né alla Bartolina
GAVORRANO. Circa 300mila metri cubi l’anno, a tanto ammontano gli scarti di lavorazione del biossido di titanio prodotto dalla Venator, ex Tioxide.
I rifiuti contribuiscono per circa il 50% alla produzione di rifiuti speciali totali della Provincia di Grosseto e rappresentano una delle principali problematiche dell’area critica della piana di Scarlino. La questione dello stoccaggio è aperta da anni e intanto la cava di quarzite di Montioni, l’area individuata dalla Regione e dall’azienda per il deposito dei gessi, a breve sarà satura. La questione del “dopo Montioni” tiene banco da più di un anno nel Comune di Gavorrano: la cava della Vallina e quella della Bartolina sarebbero infatti due possibili nuovi siti di stoccaggio. Per questo motivo nel Comune si è anche tenuto un dibattito pubblico.
Il Tirreno ha chiesto ai candidati alle prossime elezioni amministrative di esporre il proprio pensiero sulla questione. Andrea Biondi, il candidato della lista appoggiata dal Pd commenta: «Da noi non verrà mai un “no” ideologico. È troppo comodo portare avanti delle posizioni populiste e demagogiche. La Tioxide solo con l’indotto supera i mille posti di lavoro. Dall’altro lato un solo posto di lavoro non vale la salute pubblica. Proporremo che vengano fatte delle analisi sulla flora e sulla fauna di Montioni e poi vedremo. In ogni caso rigettiamo i no ideologici o i sì scontati». Gaetano Di Curzio candidato per il centro destra è di un’altra opinione: «Ho notato tanto immobilismo nelle amministrazione precedenti. Non capisco come mai i cinque comuni coinvolti dal 2004 si siano permessi di aspettare quattordici anni e ora chiedono a Gavorrano di rimediare alle malefatte. Va fatta un’indagine: questo è un problema regionale e non comunale. Perché deve essere Gavorrano a prendere questi materiali?».
Elisabetta Iacomelli, sindaca uscente e candidata, ha promosso il dibattito pubblico: «La mia scelta è stata quella di condividere il tema con i cittadini. Sono stata criticata ma è giusto aver sollevato il problema. Il dibattito si è concluso con la necessità di ulteriori approfondimenti e credo sia necessario prendere in considerazione tutti gli aspetti per una decisione. Aspetto quindi di avere tutti gli elementi per poter prendere una posizione ufficiale. È emerso anche l’aspetto occupazionale che non è secondario».
Il candidato di una delle due liste civiche, Simone Pagliuchi, è invece contrario ai gessi nel Comune: «Ci devono spiegare perché i gessi devono venire nel Comune di Gavorrano. Non c’è ritorno economico che tenga quando ci sono in gioco delle vite umane, i posti di lavoro non possono valere la vita di una comunità. Le malattie in questo territorio sono aumentato ed è necessario cambiare la direzione». Patrizia Scapin invece, terza candidata della sinistra gavorranese, da sempre si è espressa contro i gessi alla cava della Vallina: «Confermiamo il nostro no netto all’utilizzo della cava della Vallina come stoccaggio dei gessi rossi e presto incontreremo anche il Comitato del Bruna», aveva detto durante la presentazione della lista.
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