Il Tirreno

Grosseto

Il Comune riconosce due genitori gay

di Elsabetta Giorgi
 Il Comune riconosce due genitori gay

Coppia grossetana con 3 figli si è vista trascrivere i certificati di nascita esteri. «Ora i nostri bambini hanno più tutele»

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GROSSETO. Due coniugi grossetani sono stati riconosciuti dallo Stato italiano entrambi padri. Hanno 3 figli piccoli, nati in Canada nel 2010 e 2012. Finora era riconosciuto come genitore solo uno, quello biologico, mentre nessun diritto sui figli era riconosciuto all’altro.

Negli ultimi tempi, grazie a sentenze che hanno riconosciuto la doppia genitorialità, la situazione dei diritti civili sta facendo passi da gigante e parecchi comuni italiani si stanno adeguando, trascrivendo direttamente (onde evitare di doverlo comunque fare per ordine del giudice) i certificati di nascita dei bimbi nati all’estero dalle coppie gay. In Italia si contano sempre più casi: i Comuni di Torino e Milano, per citarne due, hanno più volte trascritto i certificati stranieri direttamente e su richiesta dei genitori, senza passare per un tribunale. E così è successo in questo caso.

Milano trascrive, Grosseto recepisce. Il 42enne grossetano e il 49enne di origine australiana abitano entrambi nel capoluogo, si sono sposati anni fa all’estero e hanno avuto tre figli a Toronto, in Canada, tramite “gestazione per altri”. Il primo è nato nel 2010, i due gemellini nel 2012. Per tutti e tre, all’epoca, gli atti di nascita sono stati registrati a Milano, che è stato l’ultimo comune di residenza in Italia. Ma finora compariva un solo padre. I due babbi hanno perciò fatto istanza per l’inserimento della doppia genitorialità. E il Comune di Milano l’ha fatto: ha trascritto anche il secondo nome ponendo un’annotazione nell’atto di nascita originale, in cui inserisce ora l’altro padre. Marco e Icilio sono dunque riconosciuti entrambi padri, a tutti gli effetti. Milano ha poi trasmesso gli atti al Comune di Grosseto, attuale comune di residenza della famiglia e che a sua volta ha recepito nel proprio registro anagrafico il certificato milanese, aggiornandolo con i due babbi. Anche il capoluogo maremmano, in sostanza, riconosce all’Anagrafe dei bimbi la doppia paternità, mentre finora appariva solo uno dei due e l’altro non aveva alcun diritto sui figli.

In questa storia, i ruoli dei due Comuni sono distinti ed entrambi importanti. Da una parte Milano è il Comune detentore dell’atto di nascita e quello al quale spetta il passo più importante: la “storica” trascrizione. Dall’altra Grosseto ha comunque accolto e regolarmente aggiornato la scheda anagrafica, riconoscendo la doppia paternità.

Felici. «Per noi è una notizia importantissima – racconta al Tirreno la coppia - Fino a qualche anno fa due genitori dello stesso sesso su un certificato erano visti come “contrari all’ordine pubblico”. Ora invece, con tutte le cause che ci sono state in tribunale, stanno maturando ovunque una consapevolezza e un’apertura diverse».

Se la politica resta indietro, la legge (e a ruota le amministrazioni) si stanno insomma adeguando. «Fino a 7-8 mesi fa dovevi andare in Comune a chiedere la trascrizione per due padri: lì ti esprimevano il diniego, e allora tu con questa lettera andavi dal giudice che ordinava al Comune di trascrivere il secondo genitore. Alla fine ha prevalso il buonsenso...». Quello di procedere senza sentenza.

«Oggi finalmente i nostri figli - concludono i due padri grossetani - hanno due genitori e le conseguenti tutele anche in Italia come in Canada (dove sono nati), in Australia (di cui sono cittadini), nel Regno Unito e negli Stati Uniti dove abbiamo vissuto».



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