Il Tirreno

Grosseto

Parcheggio Macchiatonda Via l’asfalto e i pali di ferro

di Ivana Agostini
Parcheggio Macchiatonda Via l’asfalto e i pali di ferro

Capalbio: restyling con ampliamento per l’area di sosta che ospiterà 192 auto Critiche per la vicinanza con la duna, il Wwf: «È tutto ok, anzi, è migliorativo»

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CAPALBIO. È prevista per l’8 maggio – data che compare nel cartello informativo del cantiere – la fine della realizzazione del parcheggio di Macchiatonda. L’opera consiste nell’ampliamento dell’area di sosta a ridosso delle dune che ospiterà 192 posti auto di cui 50 riservati ai residenti. I lavori sono iniziati da alcune settimane: e l’asfalto che c’era è stato già rimosso e sostituto da un ghiaino drenante; sono stati anche eliminati i vecchi pali in ferro utilizzati per le coperture ombreggianti che verranno sostituiti con pali di legno e cannuccia, il tutto sarà ben schermato con nuove piantumazioni che ridurranno l’impatto visivo delle auto; una rotatoria, poi, renderà più agevole entrare e uscire dal parcheggio.

Previsti anche due nuovi accessi pedonali a servizio della spiaggia libera, uno a sud del Forte di Macchiatonda, già realizzato la scorsa estate, l’altro per servire l’arenile che si distende fino ad Ansedonia. Anche l’altra area di sosta, nei pressi del sottopasso della ferrovia, sempre a servizio del polo turistico di Macchiatonda, verrà risistemata portando a 175 i posti auto coperti e mantenendo il servizio navetta da e per il mare; questo parcheggio continuerà ad essere anche il capolinea per la navetta che trasporta i turisti al sentiero pedonale, l’accesso al mare nei pressi dell’estremità sud della Riserva Naturale di Burano, servizio gestito in collaborazione da Wwf e Terre di Sacra. Costo dell’opera, che ha richiesto le autorizzazioni, tra gli altri, di Soprintendenza delle Belle Arti, Capitaneria di Porto e settore ambiente della Regione Toscana, circa 440mila euro.

Il parcheggio, rispetto al precedente, è stato leggermente ampliato per ospitare più auto: variazione che non ha trovato tutti favorevoli, tanto che alcuni fruitori di quella spiaggia si sono chiesti se l’allargamento non avesse danneggiato il sistema dunale. Il Tirreno ha girato la domanda al Wwf. «L’opera – spiega Fabio Cianchi, responsabile delle Oasi Wwf – è senza dubbio migliorativa rispetto alla precedente. Solo l’aver tolto l’asfalto ha reso più sostenibile l’opera, così come l’eliminazione dei pali di ferro sostituiti dal legno. Anche l’allargamento non ha danneggiato il sistema dunale dal momento che ha riguardato zone che comunque erano degradate e sono state recuperate».

A Macchiatonda arrivano moltissimi turisti. il parcheggio non sarà in grado di contenerli tutti. Sabato il Tirreno era a Macchiatonda e, vuoi per i lavori da ultimare, vuoi per il parcheggio a ridosso della ferrovia in allestimento, molte auto erano parcheggiate lungo la strada. Per evitare che Macchiatonda venga presa d’assalto dalle auto c’è chi ha suggerito un servizio navetta che parta da Capalbio e Capalbio Scalo: per il momento il comune di Capalbio non ha in programma l’iniziativa. Anche per il Wwf le navette sarebbero un’ottima soluzione, fermo restando il desiderio ultimo dell’associazione: vorrebbe non fossero più realizzati parcheggi a ridosso delle spiagge.

Per il momento turisti e capalbiesi devono accontentarsi della navetta che collega il parcheggio di Macchiatonda a quello vicino alla ferrovia e al servizio dei bus Tiemme previsto in quella zona.

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