Gioco
«Io ho visto il lupo» Inizia la raccolta delle testimonianze
PORTO ERCOLE. Non basta dire «C’è il lupo» o urlare «L’ho visto, l’ho visto»: per essere utili ad indagare il microcosmo dei predatori le testimonianze devono essere dettagliate e circostanziate. E...
PORTO ERCOLE. Non basta dire «C’è il lupo» o urlare «L’ho visto, l’ho visto»: per essere utili ad indagare il microcosmo dei predatori le testimonianze devono essere dettagliate e circostanziate. E gli esperti si muoveranno proprio in questa direzione: a partire dall’incontro promosso dal comitato Argentario Ambiente Sicuro che si svolgerà a Porto Ercole dopodomani (vedi servizio accanto).
Il lupo dimora in Feniglia. E a volte va a spasso tra bar e parcheggi di Porto Ercole e il ponticello di Ansedonia che porta all’ingresso della riserva naturale. La prima è un’affermazione documentata dall’attività di indagine dei biologi del progetto Medwolf e dalle tracce da loro raccolte e poi inviate in Portogallo sulle quali sono stati eseguiti test genetici: grazie a queste ricerche sappiamo che in Feniglia c’è (c’era almeno al momento del prelievo delle tracce) un branco composto da sette esemplari – due adulti e cinque cuccioli – tre dei quali in Portogallo sono stati individuati genotipicamente, per cui si può affermare che due sono ibridi ma uno non lo è. La seconda affermazione – quella relativa agli avvistamenti – è documentata (solo) da foto e video che hanno fatto il giro dei social network suscitando clamore. Dato che le testimonianze degli avvistamenti sono utili per indagare abitudini e comportamenti dei predatori, gli esperti cominceranno a “classificarle” in maniera scientifica. «Durante l’incontro del 2 maggio – spiega Valeria Salvatori, già responsabile scientifica del progetto Life Medwolf – consegneremo delle schede sulla base delle quali raccogliere le testimonianze degli avvistamenti. È molto importante distinguere le eventuali situazioni di pericolo effettivo da quelle di pericolo percepito». Anche i carabinieri forestali raccolgono le testimonianze: e, come è emerso nel corso della visita guidata in notturna di giovedì in Feniglia, a cui ha partecipato anche Il Tirreno, uno degli ostacoli da superare è che spesso l’avvistamento del predatore non è raccontato dal testimone diretto ma da qualcuno che lo riporta per “sentito dire”. E così si rischia di perdere dettagli o di aggiungerne altri – anche in buona fede – che modificano il quadro della realtà.
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