Fondi sfitti in centro storico La Regione dà 70mila euro
Firmata la convenzione con il Comune per il progetto anticriminalità Pop-up lab I fondi serviranno a pagare i canoni di locali oggi chiusi: ora si attende il bando
GROSSETO. Il progetto prende forma e dopo mesi di incubazione approda al primo, importante risultato. La Regione Toscana darà al Comune di Grosseto un contributo di 70mila euro per la realizzazione di Pop-Up lab, il progetto – già sperimentato a Prato e in altre città della Toscana – che combatte l’abbandono, il degrado e la criminalità nei centri storici dando contributi a chi possiede un fondo sfitto per riaprirlo, così da far ripopolare strade e piazze di attività commerciali, artigianali e artistiche.
Come annunciato dall’assessore comunale al Commercio Riccardo Ginanneschi a fine aprile, Pop-Up lab sarebbe entrato nel vivo. E così è stato.
Il Comune di Grosseto e la Regione Toscana hanno firmato la convenzione attraverso la quale l’amministrazione cittadina riceverà il contributo. Anche il Comune parteciperà con fondi propri, per un totale di circa 85mila euro disponibili. Metà soldi regionali arriveranno subito; metà saranno erogati alla fine del progetto, se il Comune avrà rispettato la convenzione (rendicontazione delle spese e altri adempimenti).
A fine luglio ci sarà un primo monitoraggio intermedio sullo stato di avanzamento dei lavori. Ma in cosa consistono questi lavori?
Nel 2001 la Regione Toscana ha varato una legge, la numero 38, che stabilisce gli “Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana”.
Il principio che guida gli interventi è questo: se un centro storico si svuota, i negozi chiudono, i locali abbassano per sempre la saracinesca, non ci saranno più persone che percorrono quelle strade. E queste finiranno inevitabilmente nelle mani di malintenzionati: vandali, spacciatori, violenti.
Grosseto ne è una prova. Nella premessa alla convenzione è riportato esplicitamente che «il centro storico della città di Grosseto appare segnato da un processo di progressivo impoverimento delle sue principali attività sociali, culturali ed economiche, che ha portato negli ultimi anni al manifestarsi di episodi riconducibili a fenomeni di disagio sociale, conflitto sull’uso degli spazi pubblici e microcriminalità, che hanno trovato larga eco nell’opinione pubblica, contribuendo ad aumentare nella popolazione la percezione di insicurezza». Ma c’è qualcosa di più di una percezione. «I più recenti dati statistici sulla delittuosità (relativi agli anni 2015 e 2016) – si legge ancora nella premessa alla convenzione – attestano per la provincia di Grosseto un aumento, sia pure modesto, del numero di reati denunciati» a fronte «di un trend regionale complessivamente discendente».
Il Comune di Grosseto ha già annunciato che emanerà un bando rivolto a singoli cittadini e associazioni che vogliano cogliere l’opportunità di aprire un’attività.
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