Gioco
E tutto tace dal fronte delle gabbie cattura-ibridi di Porto Ercole
Mancavano pochi giorni alla Pasqua quando nella vegetazione che lambisce Porto Ercole furono installate quattro gabbie per la cattura dei predatori “ibridi”. Sarebbero state “armate” di lì a poco,...
Mancavano pochi giorni alla Pasqua quando nella vegetazione che lambisce Porto Ercole furono installate quattro gabbie per la cattura dei predatori “ibridi”. Sarebbero state “armate” di lì a poco, con carne di cinghiale come esca, e dopo il ponte delle festività, quando cioè i turisti sarebbero tornati a casa dalla costa argentarina. È passato ormai un mese e con quelle gabbie – a quanto risulta al Tirreno – di predatori non ne sono stati catturati. Erano state autorizzate dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del ministero dell’ambiente, a cui la Regione aveva chiesto parere, sollecitata dall’allarme suonato dal sindaco Arturo Cerulli di Monte Argentario, dopo gli avvistamenti di predatori da parte di cittadini nei pressi dell’abitato di Porto Ercole. Nelle intenzioni degli enti pubblici, le gabbie sono finalizzate esclusivamente alla cattura di esemplari ibridi (il lupo, come noto, è un animale protetto); la soluzione a mo’ di “tampone” ha suscitato lo sdegno di molte associazioni ambientaliste, a partire dal Wwf.
L’autorizzazione dell’Ispra era in via transitoria: cioè le gabbie – tra Forte Filippo, Cala Galera, Poggio Pertuso e Spaccamontagna – avrebbero potuto essere utilizzate per non più di trenta giorni. Ed ora? Bisognerà attendere le prossime decisioni degli enti pubblici coinvolti.
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