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Grosseto

Pignorati i contributi per la final eight

Pignorati i contributi per la final eight

I soldi erano stati stanziati dal Comune. La società: «La manifestazione era già stata pagata per intero»

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FOLLONICA. L’Agenzia delle Entrate di Follonica ha pignorato parte del contributo stanziato dal comune per la realizzazione della final eight di coppa Italia.

Lo spiega il consigliere di opposizione Daniele Pizzichi che chiede informazioni urgenti su quanto accaduto al sindaco Andrea Benini. «Dai documenti redatti dagli uffici comunali di competenza – dice Pizzichi - si legge che un mandato di liquidazione che ammonta ad oltre seimila euro è stato interamente pagato all’Agenzia delle Entrate riscossione come richiesto dalla stessa agenzia per inadempienza della società Asd Follonica Hockey 1952 presieduta da Simone Pagliuchi. Il contributo comunale doveva ricoprire parte delle spese sostenute per la finale. Ritengo che sia veramente inaccettabile che dei contributi pubblici siano oggetto di pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate: se si danno contributi pubblici lo si fa per andare a finanziare le attività sportive dei ragazzi o la realizzazione di manifestazioni sportive come appunto la final eight, evento a cui ho avuto il piacere di partecipare come spettatore e che ha portato molte presenze nella nostra città e non deve assolutamente succedere che dei soldi pubblici vadano a coprire inadempienze maturate dalle società».

Chiamata in causa l’Asd Follonica Hockey 1952 ha precisato in una nota quanto accaduto. «I costi per l’organizzazione della final eight sono stati già interamente sostenuti con molti mesi di anticipo rispetto al contributo – spiega la società – nel frattempo una nostra richiesta di rateizzazione di un piccolo residuo di Iva si è accavallata all’erogazione del contributo per le finali e l’Agenzia delle Entrate, per norme cogenti, ha il dovere di rivalersi su eventuali erogazioni di fondi pubblici, così le somme dovute sono state trattenute dal contributo. Si tratta di una semplice anticipazione di cassa: paghiamo subito ciò che avremmo rateizzato e pagato in un lasso di tempo più lungo e le somme trattenute dal contributo residueranno nelle casse della società che non dovrà ovviamente più pagare la rateizzazione. Economicamente non cambia nulla e non ci sono altri debiti, altrimenti avrebbero pignorato tutto il contributo».

La società precisa anche che l’amministrazione non eroga nessun contributo per l’attività giovanile «come da noi richiesto ed auspicato; del tutto fuori luogo appare inoltre l’accenno a questa tipologia di attività che è un fiore all’occhiello della società. Invitiamo quindi gli esponenti politici, anziché attaccare le società sportive, ad adoperarsi per abolire norme vessatorie quali quella applicata e ad individuare forme di contribuzione e sostegno alle attività sportive giovanili. Riteniamo questi attacchi ingiustificati e che non sembrano riconoscere il valore sociale e sportivo della nostra attività».

Michele Nannini

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