Il Tirreno

Grosseto

«Perché la Banda non suona Bella ciao?»

di Sara Landi
«Perché la Banda non suona Bella ciao?»

Grossetana solleva dubbi sul cerimoniale del 25 aprile, festa della Liberazione Anpi parla di disguidi organizzativi. La presidente: «Sono dispiaciuta» 

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GROSSETO. Perché la banda musicale non ha accompagnato il corteo del 25 aprile ed era presente solo al momento della cerimonia con le autorità civili, militari e religiose al parco della Rimembranza? Perché non ha eseguito “Bella ciao”?

Sono questi gli interrogativi che hanno spinto una grossetana, Sabina Rombaldi, a scrivere una lettera aperta alla Filarmonica Città di Grosseto all’indomani della sua partecipazione alla manifestazione. E proprio sul canto della Resistenza non intonato dai musicisti della banda Rombaldi concentra la sua attenzione.

«Ho chiesto ai musici come mai non fosse stato eseguito – dice Rombaldi – ma mi è stato risposto che la banda aveva avuto ordini dall’alto di non farlo. Eppure “Bella Ciao” ricorda tutti i partigiani di qualsiasi formazione politica, senza distinzione di appartenenze partitiche. La nostra democrazia e Costituzione nascono dal sacrificio dei partigiani ed è ignobile non ricordarli con il proprio canto».

Il presidente provinciale dell’Anpi Flavio Agresti conferma che qualcosa mercoledì non è andato secondo i programmi. «Mi risulta che ci sia stato qualche disguido organizzativo – dice Agresti – tra il Comune e la banda perché era previsto che la banda accompagnasse il corteo da piazza De Maria al parco della Rimembranza».

Il Tirreno ha interpellato la presidente della Filarmonica Valentina Corsetti che si rivolge direttamente alla grossetana che ha sollevato la questione. «Sono dispiaciuta – dice Corsetti - che il repertorio della Filarmonica del 25 aprile non le sia piaciuto e aggiungo che non era intenzione della nostra banda di mancare a nessuno di rispetto, tantomeno a chi ci scrive. Allo stesso tempo mi sento di smentire il fatto che “Bella Ciao” non sia stata suonata a causa di ordini “superiori”. Molto più semplicemente durante la parte di cerimonia a cui la Filarmonica è stata chiamata a partecipare non era previsto dal protocollo tale canto che è sempre stato suonato ed è anche oggi nel repertorio dei nostri musicisti. Ci sarà dunque occasione di intonare “Bella Ciao” all’interno delle commemorazioni della Resistenza se diversamente organizzate».

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