Il dolore
Manciano, nel bilancio 1 milione non speso
Spunta un tesoretto nell’esercizio 2017 ma gran parte delle risorse non sono più impiegabili. La minoranza attacca
GROSSETO . Nei comuni, a fine aprile, è tempo di bilancio consuntivo, l’atto che chiude l’esercizio finanziario dell’anno precedente e certifica la situazione economica dell’ente. Dall’analisi delle prime delibere in via di approvazione emerge un quadro di grande difficoltà in quasi tutti i 28 comuni del Grossetano. I molteplici vincoli di bilancio hanno ridotto drasticamente i margini di manovra e le possibilità di avere risorse da investire nelle opere pubbliche. Su base nazionale si registra un meno 40% di investimenti rispetto a cinque anni fa. E in provincia di Grosseto il quadro potrebbe essere peggiore. Spesso, a frenare la spesa in investimenti, è l’indebitamento e il peso degli interessi. È quello che accade a Grosseto, ma anche a Gavorrano o Roccastrada. Nel capoluogo, su ogni residente, grava mediamente un debito di circa mille euro nei confronti dell’amministrazione locale.
I più virtuosi. Dal 2014 a oggi l’indebitamento per mutui di Castel del Piano si è ridotto a zero. Lo sottoscrive OpenPolis in un’analisi pubblicata dal Sole 24 ore che rappresenta la situazione di tutti i comuni italiani e promuove i più bravi. Castel del Piano risulta avere una spesa per l’indebitamento da mutui pari a zero e di conseguenza anche le entrate pro capite destinate a finanziare il rientro dal debito, sono azzerate. «È il risultato di una buona gestione – commenta il sindaco Claudio Franci – che permette di fare investimenti senza gravare sui cittadini».
Il caso Manciano. Spicca anche un altro comune che nell’ultimo quinquennio si è distinto per la capacità di ridurre il suo debito complessivo, assicurandosi un grande margine di manovra negli equilibri di bilancio. A Manciano, 7.326 abitanti, durante il mandato della giunta di Marco Galli, il debito complessivo è stato ridotto da circa 3 milioni e 678mila euro a 953mila euro e quello pro capite è passato da 431 a 130 euro. Per fare un esempio: un mancianese ha un debito pro capite trenta volte inferiore rispetto a quello di un torinese. Queste operazioni virtuose sul debito hanno prodotto una eccellente capacità di investimento, che si è tradotta in un tesoretto.
Qualcosa non torna. Dall’analisi dei dati di bilancio, estratti dalla delibera di giunta di approvazione del conto consuntivo, proprio a Manciano si registra un dato incredibile: un avanzo di amministrazione non vincolato superiore al milione di euro: 1 milione e 70mila per l’esattezza. Un record. Si tratta di una cifra derivante prevalentemente dalla parte corrente, quindi con risorse libere, spendibili senza alcun vincolo. Una cifra che non è stata impegnata entro il 31 dicembre e che, tecnicamente, genera una possibilità di spesa non utilizzata. Se da un lato, infatti, una quota potrà essere impegnata nell’esercizio successivo, resta il margine di manovra di oltre un milione che di fatto viene perso per sempre. Il tesoretto di oltre un milione tutto spendibile, svincolato dal Patto di Stabilità, era maturato grazie a una operazione di estinzione dei mutui di 590mila euro compiuta nel 2016. A questo l’amministrazione del sindaco Mirco Morini ha aggiunto ulteriori 380mila euro di accertamenti tributari nell’ultimo esercizio. Queste risorse sono state anche distribuite nei capitoli, ma non spese. Soldi destinati a strade, scuole, turismo e sociale rimasto in cassa. Un caso di parsimonia con pochi precedenti in Italia.
Critiche e no comment. Un dato di questo tipo fa notizia, «ma soprattutto – evidenzia la consigliera di opposizione Hannah Lesch – stride e fa allontanare ancora di più i cittadini dalla politica, perché non vedono tramutare in servizi le tasse pagate». La capacità di spesa di oltre un milione si perde per sempre: ciò che non impegni entro la data del 31 dicembre finisce infatti nel fondo cassa vincolato dell’ente (che a Manciano, con Morini, è passato da 3 a 4 milioni e 300mila euro) e solo in una piccola parte lo puoi spendere poi nell’esercizio successivo. Il Tirreno ha provato a raccogliere le spiegazioni del sindaco Morini e dell’assessore al bilancio Fiorenzo Dionisi. Entrambi hanno comunicato di non voler fare commenti prima del consiglio comunale, che si terrà lunedì alle 14, 30: «I conti sono a posto. Siamo qui da pochi mesi. Abbiamo compiuto scelte oculate. Vogliamo spiegarle prima ai cittadini e all’opposizione». Insomma, le carte si scozzano in consiglio.
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