Italia
Lavori utili in attesa di protezione
Scansano, grazie a una nuova convenzione dieci richiedenti asilo presteranno servizio per il Comune
SCANSANO. L’amministrazione comunale di Scansano impegna in lavori socialmente utili dieci giovani richiedenti asilo, già ospiti del territorio comunale di Scansano da circa un anno, utilizzando le possibilità concesse dalle ultime disposizioni in materia di migranti.
Scansano sta per firmare con la cooperativa Cosmo una convenzione. Lo annuncia con soddisfazione il sindaco di Scansano Francesco Marchi.
«Credo che questa di Scansano – dice – sia una delle prime esperienze toscane con cui un comune firmando direttamente una convenzione con la cooperativa, fa in modo che questi giovani possano essere impiegati nel lavoro. Fino ad adesso, infatti, occorreva un accordo fra molti soggetti, compresa la prefettura. Invece adesso è assai più semplice dato che i firmatari sono solo due. Devo però ringraziare la prefettura stessa che in questa operazione ci ha dato un grande supporto».
I dieci giovani abitano da un anno al bivio di Montorgiali, frazione scansanese. «Non hanno mai dato problemi – spiega Marchi – anzi hanno anche collaborato con la società sportiva di Scansano per cercare di inserirsi al meglio nel nostro tessuto sociale».
Le pratiche per ottenere l’asilo, però, sono lunghissime «ed è giusto, adesso – dice il sindaco – che anche loro si sentano utili alla comunità. Abbiamo potuto dunque impiegarli in lavoretti che gioveranno al territorio: taglio dell’erba e imbiancature, ad esempio. Loro hanno detto che lo faranno volentieri e così dopo che lunedì prossimo avremo firmato la convenzione con Cosmo, i ragazzi saranno sottoposti a visita medica e sarà lor fatto un corso rapido per insegnar loro cosa devono fare e le regole della sicurezza da rispettare. Poi cominceranno i lavori che saranno loro assegnati dal responsabile dell’ufficio tecnico architetto Bucci».
I dieci richiedenti asilo arrivano da diverse parti dell’Africa. «Sono tutti rifugiati di guerra – specifica Marchi – e arrivano dalla Sierra Leone, dal Senegal, dalla Nigeria e da altri stati africani. Un’operazione per la quale il Comune riceve benefici e non spende nulla. Nemmeno i soldi dell’assicurazione, perché possiamo utilizzare l’assicurazione per terzi che il comune ha già accesa».
Fiora Bonelli
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