Sicurezza
Chernobyl, l’assistenza non si ferma
GROSSETO. Sono passati 32 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl: il 26 aprile 1986 quando il quarto reattore della centrale nucleare ucraina esplose con conseguenze ancora oggi disastrose. Lo...
GROSSETO. Sono passati 32 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl: il 26 aprile 1986 quando il quarto reattore della centrale nucleare ucraina esplose con conseguenze ancora oggi disastrose. Lo ricorda Legambiente in una nota.
«Quella di Chernobyl è la più grave sciagura del nucleare civile mai esistita.- spiega Angelo Gentili responsabile di Legambiente solidarietà- Le conseguenze sono ancora oggi evidenti in Ucraina e in Bielorussia in particolare (il paese colpito dal 70% del fallout radioattivo) dove oltre 1.140.000 persone, di cui 216.000 solo bambini continuano a vivere nelle zone contaminate e ad altissimo rischio. Dobbiamo considerare anche loro tra le vittime del disastro nucleare di 32 anni fa, perché vivendo in condizioni di estrema povertà sono costrette a nutrirsi con i prodotti della loro terra ormai contaminata e condannati quindi a innumerevoli malattie».
Legambiente continua a occuparsi dell’infanzia nelle zone colpite dalle radiazioni con il Progetto rugiada contribuendo all’ospitalità ogni anno in una zona non contaminata della Bielorussia di oltre 100 bambini provenienti dalle aree più a rischio: alimentazione pulita e controlli medico sanitari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google