Sicurezza
«Babbo morì sotto le macerie a 49 anni»
Orbetello fu colpita nel ’44: parla una sopravvissuta. «Avevo 10 anni e mi salvai per miracolo»
ORBETELLO. Sono passati 74 anni ma per gli orbetellani il bombardamento del 28 aprile 1944 è ancora una ferita aperta. Quelle bombe in riva alla laguna non se le aspettava nessuno.
Gli aerei andavano sempre verso Porto Santo Stefano ma a Orbetello, nonostante le bombe a pochi chilometri, la vita scorreva, tutto sommato, abbastanza tranquilla. Gli aerei arrivarono verso il primo pomeriggio e sganciarono le loro bombe colpendo palazzi in cui abitavano delle famiglie che non ebbero modo di mettersi in salvo. Sotto quel bombardamento che l’amministrazione comunale ricorderà domani alle 12 in piazza del Plebiscito, persero la vita 40 persone.
Fra i caduti c’era anche Adamo Poggioli, padre di Flora Poggioli, che all’epoca aveva 10 anni. «Mio babbo aveva 49 anni e faceva il volontario – racconta Flora – Nessuno se lo aspettava. Quando vedevamo passare gli aerei quasi quasi non andavamo più nemmeno nei rifugi perché sapevamo che andavano verso Porto Santo Stefano dove c’erano ancora i tedeschi. Eravamo quasi alla fine della guerra. Fecero una “passata” verso le 14,30 e lasciarono dietro di loro 40 vittime».
Flora, sua mamma e sua sorella, si salvarono per caso: erano tutte e tre in chiesa. Il babbo morì invece sotto le macerie di uno dei palazzi bombardati. «Colpirono il palazzo davanti a dove adesso è il Comune, dove avevamo la casa e dove si trovava nostro padre mentre un altro vicino rimase in piedi – dice raccontando i fatti come fossero accaduti ieri».
Flora e il resto della sua famiglia si rifugiarono in una capanna che il babbo aveva costruito per loro nei boschi sopra Terrarossa (Monte Argentario) inattesa che anche lui arrivasse. «Le ore passarono, babbo non arrivò e mamma capì che gli era successo qualcosa». Adamo Poggioli fu trovato 8 giorno dopo.
Settantaquattro anni dopo Flora, raccontandoci quel suo pezzo di vita mai dimenticato, si emoziona come se tutto fosse successo da poco. «Ero piccola – aggiunge – poi la vita è andata avanti ma c’è sempre un angolino della mia mente in cui tutti i ricordi di quel momento sono conservati».
Flora Poggioli quei giorni li ha raccontati anche ai ragazzi della scuola media di Orbetello perché non conoscano la storia del loro paese. Una storia raccontata da chi l’ha davvero vissuta. Dopo il 28 aprile un altro bombardamento colpì Orbetello. «Era il 17 maggio – conclude l’orbetellana – in paese non era rimasto nessuno. Quella volta morì una sola persona, uno non del posto».
Con Adamo Poggioli persero la vita: Aldamaria Aldi, Carlotta Angelini, Maria Arienti, Franco Baldini, Andrea Barbini, Maria Bausani, Giovanni e Leontina Benvenuti, Elena Bezzi, Ada Biagioli, Luisa Carradori, Isola Catani, Efigienia Cerasa Angelo Cristallini, Antonia Cucchiaro, Aldo Del Rio, Morina Fioravanti, Leopolda Gentilizi, Italo Giacomelli, Giacomo Marri, Biagia Marzali, Anna e Lida Milani, Maria Luisa Mura, Anselmo Murzi, Cesare Pampanini, Luisa Perillo, Lucia Porti e Ilia Murzi, Angela Prati, Cristiana Rambelli, Elide Raminghi, Minerva Reversi, Dino Ricci, Renato Romei, Achilico Scarponi, Amina Schiano, Giancarlo Scielzo, Anna Maria Soatto. I loro nomi sono scolpiti sulla lapide in piazza Plebiscito.
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