Il Tirreno

Grosseto

«No a via Almirante» Contestato il sindaco

di Elisabetta Giorgi e Sara Landi
«No a via Almirante» Contestato il sindaco

Festa e polemiche: Vivarelli Colonna assente al comizio Anpi

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Almirante boia», «Almirante a testa in giù» e «sindaco vergognati»: parole durissime quelle pronunciate ieri al Parco della Rimembranza da un gruppo di cittadini contro il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna a margine della cerimonia istituzionale sulla Liberazione. Il successivo comizio in piazza Dante organizzato da Anpi ha visto anche qui l’amministrazione contestata. Nel mirino la delibera per intitolare una via a Giorgio Almirante.

Il corteo, aperto dai gonfaloni di Comune e Provincia, è partito da piazza De Maria verso le 10. Non c’era la banda, che diversamente dal solito non ha accompagnato il corteo fino al parco della Rimembranza. “Bella ciao” e “Ora e sempre Resistenza” hanno scandito la marcia. Sono partiti cori contro i fascisti, non condivisi dal resto del corteo. Al parco della Rimembranza il consueto omaggio ai caduti con il picchetto interforze, presenti la prefetta Cinzia Torraco e il vescovo Rodolfo Cetoloni. Prima che fosse intonato il silenzio per i caduti, alcuni hanno gridato “Almirante boia” e il sindaco è stato fischiato mentre lasciava il luogo della cerimonia. «Vergogna». Il corteo è ripreso per raggiungere piazza Dante: alle 11 il comizio promosso da Anpi. E qui il sindaco non c’era. Per la prima volta nella storia, per il 25 aprile non era in scaletta l’intervento del primo cittadino del capoluogo. Al suo posto c’era quello di Massa Marittima Marcello Giuntini, comune medaglia d’argento al valor militare e che dette i natali a Norma Parenti, morta fucilata nel ’44. È stato lui a parlare di Costituzione, democrazia e antifascismo a centinaia di grossetani davanti a Comune e palazzo della Provincia. La frattura è su via ad Almirante la cui intitolazione – dice Flavio Agresti, presidente provinciale Anpi – è stata annunciata «alla vigilia della festa della Liberazione, a pregio». Così «non abbiamo previsto l’intervento del sindaco tra i relatori. È la prima volta in 70 anni che il primo cittadino del capoluogo non è presente al comizio in piazza. Lui poteva venire, non l’avrebbe mandato via nessuno. Magari sarebbe stato contestato. Infatti finita la cerimonia precedente è stato lui a dirmi: in piazza non vengo. Preciso: la polemica non è con il Comune come istituzione ma con questa maggioranza: noi manteniamo intatto il senso del rispetto per la figura di sindaco, tant’è che in testa al corteo io e lui Colonna abbiamo sfilato insieme». Ma da qui a invitarlo al comizio ce ne corre. Sul palco dopo Agresti hanno parlato Giuntini, Georgiana Dragomir (studentessa), Claudio Renzetti (segretario Cgil anche a nome di Cisl e Uil) e Claudio Maderloni (comitato nazionale Anpi). Giuntini ha usato parole dure: «Ogni anno qua è il sindaco del capoluogo a tenere l’intervento. Stavolta per l’improvvida deliberazione del consiglio comunale si è consumata la frattura tra lui e Anpi, tanto più grave in quanto a pochi giorni dal 25 aprile come una provocazione e una pantomima create ad arte per gettare ombre sulla giornata. La prima sensazione provata quando Anpi mi ha chiamato è stata di stupore. Ogni anno anch’io celebro il 25 aprile coi miei concittadini e pensare di non stare con la comunità che rappresento mi ha messo un po’ a disagio. Mi sono chiesto: perché devo parlare a una comunità che non è la mia?» Ma poi la mente è corsa al comitato provinciale Anpi intitolato a Norma Parenti e ad altri personaggi massetani della Resistenza, diventati simboli di un intero territorio. «Ho capito – dice Giuntini – che Anpi ha chiamato tutti loro a portare una testimonianza tramite me e non ho potuto tirarmi indietro. L’intitolazione di una strada ad Almirante è una provocazione che la Maremma non merita e non può accettare; ma quel che più spiace e che non fa onore a un uomo delle istituzioni è quando riduce questi temi al livello delle buche da riparare. Se è vero che svolgere il nostro compito di amministratori passa per impegni reali e operativi, noi ci siamo assunti un altro compito: abbiamo giurato di seguire lealmente la Costituzione italiana».

ALTRI SERVIZI A PAG.5

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa