Attenzione
Litigano per il pascolo, minacciato con la doppietta
Un agricoltore è stato condannato a pagare 500 euro di multa e 3.300 di risarcimento Durante il diverbio scagliò un vassoio di ferro contro un pastore, ferendolo
MANCIANO. «Io non ho paura dei sardi. Attento, che ho un fucile»: sono state queste le parole pronunciate da Gianfranco Grassini, un agricoltore di Manciano, nei confronti del pastore Simone Masala che si è costituito parte civile al processo celebrato qualche giorno fa davanti al giudice Andrea Stramenga. Tutto era cominciato perché Masala aveva lasciato l’auto ferma in una strada di campagna: stava facendo pascolare le greggi e stava controllando che tutto filasse liscio. A un certo punto è arrivato l’agricoltore con il trattore ma la strada era occupata da quella vettura: l’uomo ha perso le staffe, cominciando a minacciare pastore fino a colpirlo con un vassoio raccattato accanto al mezzo agricolo.
Su quel fazzoletto di terra del mancianese furono costretti a intervenire anche i carabinieri. La scena era da film western: l’agricoltore era infatti sceso dapprima dal trattore imbracciando una doppietta e puntandola per terra, minacciando il pastore. Non ha fatto fuoco, l’uomo difeso dall’avvocato Paola Pucino. Ha utilizzato la doppietta che aveva con sé solo per spaventare il pastore.
L’auto era ancora ferma su quella strada e i due hanno cominciato a litigare quando Grassini ha trovato sul trattore una specie di vassoio di metallo e lo ha lanciato contro il pastore, colpendolo al collo e a un braccio e provocandogli alcune lesioni e contusioni. L’uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 ed è stato portato all’ospedale per le cure necessarie, mentre sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno identificato l’agricoltore che poi è stato denunciato. Masala al processo è stato rappresentato dall’avvocato Alessandro D’Amato. Nonostante l’agricoltore che aveva imbracciato la doppietta la tenesse rivolta verso la terra, senza mai alzarla contro il pastore, il giudice ha condannato l’uomo al pagamento di una multa da 550 euro con la sospensione della pena ma anche al risarcimento della parte civile, per 3.300 euro.
Tra i due uomini, comunque, non correva buon sangue da tempo e sempre per questioni di confini superati e di convivenza tra il lavoro di uno e quello dell’altro. La lite e le minacce scoppiate quando il pastore ha lasciato la sua auto sulla strada, questa volta sono finite in tribunale.
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