Attenzione
Altri capi ammazzati «Qualcuno ci guadagna»
ROCCALBEGNA. Ancora aggressioni alle greggi a Roccalbegna. E la disperazione è sorda, incontrollabile. I pastori, sull’orlo del collasso, si sentono abbandonati e non ce la fanno più. Tutti i giorni...
ROCCALBEGNA. Ancora aggressioni alle greggi a Roccalbegna. E la disperazione è sorda, incontrollabile. I pastori, sull’orlo del collasso, si sentono abbandonati e non ce la fanno più. Tutti i giorni devono pagare pegno al “lupo”, con agnelli che vengono divorati, pecore sgozzate e lasciate o morte o agonizzanti sui prati, oppure che vanno a morire dentro ai cespugli o soffocate le uno sulle altre mentre stanno cercando una via di fuga. «Se avessi fra le mani i responsabili di questo disastro ambientale e economico glielo spiegherei qui il nostro mondo, su questi pascoli, davanti alla mia pecora morta»: a parlare è Antonio Vergari dell’azienda “Poderino” di Roccalbegna che solo due giorni prima ha avuto una pecora morta, una dispersa, una ferita e un agnello portato via. Grandi orme di uno o più predatori che si sono avvicinati a casa facendo fuggire le pecore verso l’ovile, ma riuscendo a prenderne una che Antonio ha trovata sgozzata sul pascolo. «Ho dovuto cercare al buio il bolo dell’orecchio della pecora. È essenziale trovarlo - dice - altrimenti mi tocca ripassare tutte le pecore col lettore per capire che numero aveva. Domattina perdo altre tre ore per le pratiche burocratiche, fra cui la comunicazione in Regione che va fatta entro le 24 ore dalla predazione, che possiedo un recinto antilupo. Le mie pecore sono da selezione e così nemmeno posso venderle tutte insieme. Per cui devo andare “a calo”, il che significa che me le mangerà tutte il lupo una dopo l’altra».
E a Roccalbegna amaro giorno della Liberazione anche per Franco La Barba che si è trovato con tre capi uccisi e quattro feriti. «E non è finita perché lui è qua attorno - dice - Uccide tante pecore e ne mangia pochi bocconi. Sembra allevato apposta per fare questo». A Franco La Barba, alla fine il predatore è riuscito ad uccidere pure il montone: «Il montone era stato ferito altre cinque volte – dice disperato – quante ore perse a curarlo, a toglierli le larve di moscone dalla ferita. Chi mi ripaga il danno morale per vedere di continuo queste povere bestie agonizzanti?», chiede continuando a essere convinto che la storia del lupo sia una storia “politica” in cui tanti ci guadagnano e di cui i pastori sono le vittime. «Io le mando al macello le pecore – dice – così mi levo da questo schifo. Giochi politici assurdi. Hanno tolto dalla pac seimila euro e io devo pagare il mutuo e mantenere il gregge. Devo spendere fior di quattrini per gli smaltimenti e per farmi dire alla fine che nemmeno mi pagano i danni. Ma a me dei danni non interessa, mentre invece ci sono quelli che continuano a subire ulteriori danni e stanno zitti, facendo girare così il meccanismo risarcimenti. Il problema va risolto alla radice. Sono all’orlo del collasso con l’azienda – dice – lavoro notte e giorno a differenza di altri che dovrebbero risolvere il problema».
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