Il Tirreno

Grosseto

Oltre il monumento: una casa per studenti

Oltre il monumento: una casa per studenti

Stagisti e ricercatori anche di altri Paesi potranno soggiornare qui, lavorando fianco a fianco

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MAIANO LAVACCHIO. Un luogo dove la memoria sia strumento e materiale per progettare la nostra contemporaneità. Un luogo dove possa abitare una memoria viva.

C’è un ambizioso obiettivo che fa da fondamenta al progetto di recupero e riuso della “scuolina” di Maiano Lavacchio: quello di superare il concetto di “monumento” per creare un contenitore culturale dal quale possa scaturire un futuro di relazioni, condivisione, pace.

Il piccolo borgo di Maiano Lavacchio, un pugno di case sulla strada per Grosseto, per sua stessa collocazione è già sulla buona strada. Adagiato su un paesaggio maremmano fra i più dolci, è immerso nell’armonia delle colline, nel rapporto natura-costruzioni, seppure di epoche diverse.

Chi vi giunge per la prima volta vi trova un podere – l’edificio più antico – poi la cappella, la scuola e il monumento.

Ciascuno spazio nasconde o esibisce una parte di memoria del 22 marzo 1944. Nel podere, all’epoca “scuola, bottega e sala da ballo”, abitano ancora testimoni e parenti degli undici ragazzi uccisi dai fascisti e passati alla storia come i Martiri d’Istia, dal nome del paese (vicino Grosseto) da cui provenivano.

Sul retro i ragazzi furono fucilati e allineati a terra. La cappella fu fatta erigere dai genitori dei fratelli Matteini, due dei ragazzi fucilati. Il monumento è opera pubblica, voluta dal Comune di Magliano nel quarantesimo della strage.

E infine la scuola rurale, quella al centro del progetto dell’Isgrec, anch’essa degli anni Sessanta. Questo edificio è in realtà estraneo alla strage dei Martiri d’Istia, eppure ne è diventato il simbolo. Fu infatti all’interno di una scuola – quella oggi trasformata in pizzeria – che gli undici giovani furono processati e condannati a morte la notte tra il 21 e il 22 marzo.

Finora solo per un giorno ogni anno questo luogo si è riempito di studenti di ogni età, membri di associazioni (Anpi e Isgrec, ma non solo), rappresentanze di enti locali del territorio, della Chiesa cattolica, per una cerimonia civile e religiosa. Gonfaloni di Comuni e Provincia, bandiere, insegne delle associazioni ogni 22 marzo sono state segni esteriori di un momento solenne di partecipazione.

Da qualche anno ci sono segni nuovi di memoria, come la targa con codice QR che rinvia al sito che narra la storia, il sentiero percorso dai cinque carretti che trasportarono i corpi dei ragazzi uccisi, ora itinerario per “turisti della memoria”.

Gradualmente è però maturata la scelta di trasformare lo spazio teatro dell’evento in un vero luogo di memoria, da riempire di cose e simboli, da aprire a momenti di condivisione dei valori che ispirano i sentimenti della comunità che non ha voluto dimenticare.

L’idea è partita dall’Isgrec, che da anni lavora, con i suoi ricercatori, a ricostruire e diffondere la storia dei Martiri d’Istia. Quando il Comune di Magliano in Toscana ha deciso di abbandonare l’idea di vendere la “scuolina” e di darle una destinazione culturale, l’Isgrec ha presentato il suo progetto di recupero, ottenendo il via libera.

Il cammino verso la realizzazione di un luogo condiviso è già avviato. Oltre alla comunità locale, prima protagonista della fruizione del luogo, a settembre 2017 è iniziato il lavoro, che durerà due anni, di studenti, insegnanti e istituzioni culturali di cinque Paesi europei su memoria e luoghi, nell’ambito del progetto Erasmus+ “Our memories and I”. A novembre, dopo tappe in Spagna, Francia e Germania, il gruppo dei partner sarà a Maiano Lavacchio. Studenti grossetani del liceo Rosmini e di scuole degli altri Paesi partner stanno lavorando su importanti luoghi di memoria: musei berlinesi, il Museu memoria de l’exili di La Jonquera in Spagna, il Mémorial de Rivesaltes in Francia. Il percorso, insomma, è avviato. L’auspicio è che si unisca il più vasto numero di persone.

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