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Predatori, pastori allo stremo Caesi: «Non rinnovo il gregge»

SEMPRONIANO . Roccalbegna e Semproniano restano in balìa dei predatori. Si sono verificate nuove aggressioni, per una lotta che agli allevatori pare senza fine, tant’è che uno dopo l’altro alzano le...

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SEMPRONIANO . Roccalbegna e Semproniano restano in balìa dei predatori. Si sono verificate nuove aggressioni, per una lotta che agli allevatori pare senza fine, tant’è che uno dopo l’altro alzano le mani in segno di resa.

Chiudono aziende, se ne ridimensionano altre. Chiude Giacomo Franceschelli, di Monte Labro ad Arcidosso, Luciano Anzidei, di Casa Fontana di Triana, Antonio Vergari di Poderino di Triana.

E adesso spiega che «porterà pian piano a finire il gregge» Rino Caesi dell’azienda Marruchina a un paio di chilometri da Semproniano. «Dire che sono scoraggiato è poco – dice Caesi – perché adesso non abbiamo più strumenti per controllare i gregge. Io la notte utilizzo due recinti antilupo, ma adesso i predatori attaccano di giorno. L’attacco c’è stato domenica sul tardo pomeriggio, dopo che il predatore aveva probabilmente mangiato un agnello del mio vicino, pronto per essere venduto. Lui mi ha avvertito, ma io ho pensato che avesse già mangiato e che, di conseguenza, non si riavvicinasse al bestiame. E invece mi ha sbranato una pecora che si trovava in un branchetto e non da mungere. Di giorno non si campa più. Ho deciso di smettere il gregge e di liberarmi delle pecore senza rinnovarle. Questa morta la porterò a smaltire e l’operazione mi costerà più di 100 euro, compreso il viaggio fino a Manciano e la giornata persa. Io – aggiunge – ho sempre denunciato i capi predati e continuerò a farlo, anche se ci rimettiamo soldi e tempo. La pecora predata di notte l’ho rimessa dentro il recinto, altrimenti domattina non ci trovavo altro che la carcassa».

Caesi si duole anche del fatto che i progetti messi in campo per fronteggiare la situazione non siano riusciti: «Sono stato – dice – anche amministratore a Semproniano e da anni si parla del problema predazioni. Ho visto progetti su progetti, ma tutti i soldi impiegati – dice – sono serviti a contare i predatori non a toglierli di mezzo. Cosa ci dobbiamo aspettare?».

Intanto i pastori chiedono a gran voce di togliere dai territori per lo meno gli ibridi e per questo stanno chiedendo un altro appuntamento all’assessore all’agricoltura della Toscana Marco Remaschi, ma sono sconfortati: «I politici e le istituzioni ascoltano ma poi non fanno nulla – commenta la presidente del comitato pastori d’Italia Mirella Pastorelli – ma ora è davvero arrivato il momento di presentare i conti». (f. b.)

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