Proteste
«Percorsi ad anelli e cartelli ad hoc»
GROSSETO. «Il Boschetto degli artisti va recuperato». Le docenti dell’istituto tecnico per Geometri, in visita al parco d’arte che sorge tra via Einaudi e via della Repubblica con i loro studenti,...
GROSSETO. «Il Boschetto degli artisti va recuperato». Le docenti dell’istituto tecnico per Geometri, in visita al parco d’arte che sorge tra via Einaudi e via della Repubblica con i loro studenti, non hanno dubbi: il prezioso spazio d’arte nato negli anni’90 come esperienza pilota in Italia dev’essere salvato dal declino e dall’oblio.
Francesca Perillo insegna storia dell’arte e storia dell’architettura all’istituto per Geometri. «Il Boschetto andrebbe ripristinato. Propongo di richiamare gli artisti – dice – che crearono le opere» per capire con loro il percorso da fare. Costi, progetti, quello che serve per ripristinare il vecchio impianto. «Vorrei – dice Perillo – che si ripristinassero e restaurassero il parco d’arte e si riportassero le creazioni a com’erano in origine. È un luogo che andrebbe recuperato integrandolo il più possibile con le esigenze del quartiere. Uno spazio a cielo aperto dove l’architettura non è così invasiva; ci sono una ciclabile, i cani a passeggio. Lo spazio andrebbe valorizzato ripartendo dall’uso che ne fanno chi vi passeggia. Liberiamoci dalle panchine vecchie, mettiamone di nuove. Cambiamo arredi, mettiamo tavoli a servizio delle persone del quartiere. Vicino c’è una scuola: lo spazio potrebbe essere usato per le attività ludiche». Sì all’idea (di cui ha parlato il direttore del Cedav Mauro Papa) di far collaborare varie scuole per un progetto di recupero “integrato”. L’Agrario, i Geometri, l’Artistico: ogni istituto per la propria competenza potrebbe lanciare idee e fare qualcosa di concreto. Altrimenti «potrei trovare sensato – dice – che l’artista stesso ribaltasse l’idea, facendo restare l’opera com’è nella sua forma attuale, a quel punto il significato dell’opera sarebbe rovesciato». L’opera intesa come ciò che è diventata, il risultato di una trasformazione che il tempo e gli uomini hanno voluto.
Anche l’altra prof Elena Benucci, docente di Laboratorio di progettazione e Topografia ai Geometri, ha idee. L’input di partenza è l’integrazione tra i bambini e i più “grandicelli”, senza limitarsi alle sole funzioni legate ai più piccoli. Ripristinare i giochi, crearne di nuovi, creare attività ricreativo-sportive. Campetti per pallavolo e pallacanestro. E poi ancora.
«Ripristinare la cartellonistica e indicare i percorsi. A mio avviso serve una linea logica. Se esiste un percorso ben definito, i fruitori seguono quello. Altrimenti tutto resta informe e amorfo, il percorso non è percepito come tale; viene abbandonato. Servirebbe anche ripristinare i percorsi».
Un’idea: potrebbe essere pensato un parco a 2 anelli: «quello più esterno per i ragazzi, quello più interno per i bambini: sì a percorsi e stradellini precisi che seguano una logica legata e finalizzata alla “fruizione”, congiungano le opere tra loro e includano una cartellonistica adeguata. E poi nuovi arredi, panchine, cestini». Le idee ci sono; servono i fatti. (el.gi9
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