Sicurezza
Mura da vivere: futuri geometri all’opera
Grosseto: gli studenti del Manetti elaborano un progetto per rendere accessibile il monumento anche a chi è in sedia a rotelle
GROSSETO. Alessandro e Leroi scrutano nell’obiettivo dello strumento topografico, mentre Ambra e Alessia appuntano su un foglio i dati. «Il sole è un problema – dice Alessia – perché ostacola il rilievo. E anche la conformazione del terreno non aiuta». Pure il tempo a disposizione rema contro: entro il 5 maggio il progetto deve essere finito. E tutti gli ostacoli superati. Primo fra tutti, quello architettonico che rende inaccessibili le Mura a chi è in carrozzina.
È questo l’ambizioso obiettivo che gli studenti dell’istituto per geometri (Cat) Manetti (Polo tecnologico Manetti – Porciatti) di Grosseto si sono posti quest’anno nell’ambito del più ampio progetto Fiaba (Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche), in collaborazione con il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, dal titolo “I futuri geometri progettano l’accessibilità” edizione 2018, che per il terzo anno coinvolge gli studenti nell’escogitare soluzioni per rendere la città più accessibile.
Negli anni passati i ragazzi del geometri hanno analizzato e proposto soluzioni per far circolare in autonomia chi è in carrozzina nella zona della Cittadella dello studente (edizione 2016) e nei negozi del centro storico, in particolare quelli di via Galileo (edizione 2017).
Quest’anno il luogo da rendere fruibile sono le Mura medicee, il principale monumento della città per il quale da anni la comunità attende un recupero e un rilancio.
A ben vedere, da sempre per le Mura si chiede più sicurezza, più illuminazione, più eventi, più cura di aiuole e giardini. Nessuno – o pochissimi – però si sono fermati a puntualizzare quella che è una vera indecenza: per tantissime persone che hanno difficoltà a muoversi su due piedi le Mura sono off limits. Chi ha un accompagnatore che spinge la carrozzina può forse tentare di scalare un paio di punti. Ma per il resto gli accessi solo tali solo per i “bipedi”. E anche dove ci sono rampe in asfalto, la pendenza è inadeguata a muoversi da soli, soprattutto in discesa.
Da qui parte il lavoro degli studenti della 3ª A e delle 4ª A e B del Manetti che, con la supervisione degli insegnanti Elena Benucci, Maurizio Dragoni, Mauro Benedettelli, Marco Barbacci e Claudio Turco, hanno individuato come zona da cui partire quella vicina al Cassero Senese e ieri mattina, armati di strumenti, si sono messi al lavoro.
«Vicino al Cassero – spiega la professoressa Benucci – ci sono già due rampe storiche che però non si possono asfaltare e hanno troppa pendenza». Una parte dal ponte Amiata, appena dietro la garitta, e conduce al camminamento che porta al bastione Maiano; l’altra parte da dietro l’ascensore (non funzionante) davanti al Cassero e porta sul camminamento che si affaccia sul Vallo degli Arcieri.
«L’idea è di realizzare un nuovo percorso sul terrapieno accanto alla rampa e di raccordarsi con la pavimentazione davanti al Cassero», dice ancora l’insegnante.
«È un progetto che sosteniamo più che volentieri – spiega Patrizio Sgarbi, presidente dell’Ordine dei Geometri di Grosseto, che ieri mattina ha fatto visita al “cantiere” degli studenti – fa parte anche di un modo per mantenere i rapporti tra scuole e professione».
L’idea alla base del progetto è di far sì che i professionisti di domani sviluppino una maggiore sensibilità al tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche. «L’amministrazione comunale ha dei fondi per l’abbattimento – spiega ancora Sgarbi – e questo progetto che svilupperanno i ragazzi, se promosso dall’amministrazione, può essere presentato direttamente in Soprintendenza».
Competenze e impegno ci sono: dal 5 maggio la parola passa allo Stato.
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