Il Tirreno

Grosseto

Rapina choc a una coppia: «Io e mia moglie picchiati e legati»

di Ivana Agostini
La zona della Giannella dove è avvenuta la rapina
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La zona della Giannella dove è avvenuta la rapina

Il dentista rapinato parla della notte di terrore: «Mi hanno colpito con il calcio della pistola sulla tempia»

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ALBINIA. «Una notte da incubo ma poteva andare peggio». Il dentista albiniese sequestrato e rapinato nella sua villa della Giannella nella tarda sera di giovedì 19 aprile, insieme alla moglie, ha ancora sul corpo i segni dei lacci con i quali lui e sua moglie sono stati immobilizzati.

È scosso ma sa d’essere scampato a una situazione che poteva concludersi in maniera diversa, decisamente peggiore. Nella cittadina albiniese, dove la coppia è molto conosciuta, non si parla di altro. La bruttissima vicenda ha destato preoccupazione e stupore. Furti in paese e nelle campagna ce ne sono stati, ma arrivare alla rapina e al sequestro di persona non era mai successo.

I ladri, due persone sembra con un accento dell’est, si sono introdotti nella villa verso le 21 di giovedì, hanno bloccato i coniugi, li hanno legati con delle fascette da elettricista e se ne sono andati un’ora dopo portando via circa 6.000 euro in contanti che si trovavano dentro la cassaforte.

Il professionista è ancora sconvolto per quanto accaduto ma la sua voce è ferma e chiara. Ha avuto paura ma sa che poteva andare molto peggio. «Se fossero stati davvero cattivi avrebbero potuto farci molto più male».

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È un racconto da brividi quello dell’uomo che ha temuto, fino alla fine, per la sua sorte e per quella di sua moglie. «Mi hanno battuto il calcio della pistola alla tempia – racconta – e mi hanno colpito su un piede con un piede di porco».

La coppia è stata legata in modo che i due malviventi potessero agire indisturbati muovendosi liberamente all’interno della casa. «Ci hanno legato insieme, uno di spalle all’altro con delle fascette, sul pavimento della camera da letto e quindi muoversi era difficilissimo».

Un tempo infinito e che non passava mai, quello vissuto dalla coppia per tutta la notte; un tempo vissuto con ansia e trepidazione in attesa che l’incubo finisse il prima possibile.

I ladri sono stati in casa circa un’ora e mezza. «Fino a che non sono andati via – dice il dentista – non siamo stati tranquilli».

Quando i due malviventi hanno lasciato la casa, marito e moglie hanno provato a liberasi ma non ci sono riusciti. «Io – aggiunge l’uomo – sono riuscito a togliermi le scarpe e a liberare i piedi. Dalla camera siamo riusciti, camminando carponi e strusciando sul pavimento, ad arrivare nel bagno».

Movimenti forzati che i due sono riusciti comunque a fare. «Per camminare in questo modo ho un’anca dolorante», dice il professionista. Liberarsi dalle fascette è quasi impossibile: «Più ti muovi e ti agiti – racconta lui – più stringono, segano la pelle». I polsi dell’albiniese sono feriti, si sono formate alcune bolle causate dallo sfregamento.

Il polso è gonfio. Ma tutto è sopportabile, ora che l’incubo è finalmente finito. A trovarli, la mattina dopo, venerdì 20 aprile, la mattina verso le 8,30, è stata la colf che ha chiamato aiuto e i soccorsi. «Un’esperienza di cui avremmo fatto volentieri a meno», chiosa l’uomo.

Anche la moglie del professionista è molto provata e impaurita. «Oggi (il 22 aprile ndr) lei per i dolori non riesce a muoversi», commenta l’uomo amareggiato. Non appena segnalato il fatto i carabinieri hanno iniziato le indagini per risalire ai responsabili della rapina con sequestro di persona.

La casa è stata esaminata anche dalla polizia scientifica; la coppia interrogata più volte per cercare di ricostruire l’accaduto.

Riprendere la vita di tutti i giorni per i coniugi non sarà facile. La villa dove è avvenuta la rapina è la loro casa, quella in cui abitano da tempo, quella in cui hanno vissuto momenti felici che adesso devono tornare a riaffiorare dopo la terribile esperienza.
 

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