Il Tirreno

Grosseto

Lutto al braccio per Paolo, addio al cuore del Rispescia

Francesca Gori
Lutto al braccio per Paolo, addio al cuore del Rispescia

Santamaria è morto a soli 58 anni, ucciso da una terribile malattia. La scorsa settimana ha coronato il suo sogno d’amore sposando la compagna 

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GROSSETO. Paolo aveva 58 anni e per tutta la sua vita ha voluto restare scapolo. Nessuna donna era riuscito a farlo capitolare, finché non è arrivata Ana, che gli ha fatto battere il cuore forte forte fino a fargli pronunciare il fatidico sì. Poteva essere il lieto fine di una favola bella, quella di Paolo Santamaria e della sua compagna diventata moglie due mercoledì fa. Invece il cinquattottenne sapeva che il suo tempo stava per finire e ha deciso di lasciare alla donna che ha amato più di ogni altra la fede al dito.

È morto venerdì mattina, all’ospedale di Grosseto e ora è esposto alle cappelle del commiato dell’obitorio del Misericordia: i funerali si svolgeranno domani, lunedì 22 aprile alle 10 alla chiesa di Alberese. Era nato lì, in quella Maremma fatta di butteri e sincerità e fin da giovane aveva cominciato a darsi da fare sui campi di calcio, restando tesserato con l’Unione sportiva Rispescia fino al giorno della sua morte nonostante che avesse un incarico importante nella Federazione italiana gioco calcio.

«Paolo era un ragazzone di una bontà unica - lo ricorda Giorgio Allegro, presidente dell’Unione sportiva dal 1984 al 2010 - Era un uomo bravissimo, di una generosità sbalorditiva, un lavoratore instancabile sia fuori che dentro il campo di calcio. La sua morte è stata uno choc per tutti noi. Abbiamo perso un grande amico e una persona dal cuore d’oro». Allegro parla e la sua mente va indietro ai tanti ricordi che riguardano l’amico che non c’è più. Quello che era rimasto scapolo fino a poco tempo fa, quando aveva conosciuto Ana. «Una donna meravigliosa - dice ancora Allegro - che gli aveva regalato una grandissima felicità». Santamaria era uno dei miglio talent scout della Figc. Lavorava alla Mef, dove si occupava delle vendite. E per tutti coloro che avevano bisogno di acquistare qualcosa aveva sempre il consiglio giusto e un grande sorriso sulle labbra. Poco meno di dieci mesi fa ha scoperto di avere una malattia terribile e sapeva che non avrebbe avuto scampo. Ha lottato come un leone fino a venerdì pomeriggio, fino alle 16,30, quando il suo cuore si è fermato. «Siamo tutti sconvolti da questa notizia - dice Allegro - Paolo è sempre stato con noi e l’Unione sportiva Rispescia non lo dimenticherà mai».

 

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