Italia
Dai giochi al business I miei primi 40 anni passati al Madonnino
L’imprenditore Cervetti ha partecipato a tutte le edizioni «A 10 anni salivo sui trattori, a 16 la prendevo già sul serio»
GROSSETO. La Fiera del Madonnino compie quarant’anni, ma lui e la sua famiglia ci partecipano da quarantadue: cioè da quando l’appuntamento dedicato a chi chiede pane alla terra – precursore del format che conosciamo oggi – si svolse prima ad Alberese e poi si chiamò Tre P. Lui è Marco Cervetti, 53 anni, imprenditore alla guida dell’azienda grossetana di via Zaffiro fondata da suo padre Guido agli inizi degli Anni Settanta. Vende macchine agricole e macchine industriali: in Maremma, in Toscana, in Europa. In Mezzo Mondo: la sua è una delle poche imprese locali per cui l’export non è un’idea ma un affare quotidiano.
Facciamo un salto indietro: tra la metà e la fine degli Anni Settanta. «La mia prima fiera? Ah, avevo dieci anni. A quei tempi quando arrivava aprile – racconta Cervetti – non aspettavo altro. Era una grande emozione. Tre-quattro giorni in giro... mentre mio padre era impegnato allo stand, io salivo sui trattori e mi divertivo giocando coi figli delle altre famiglie di imprenditori. E poi c’erano gli amichetti che mi venivano a trovare a Braccagni. Dai 16 anni in poi è cominciata la mia partecipazione “impegnata” alla Fiera».
La famiglia Cervetti non ha mai mancato un appuntamento del Madonnino: meriterebbe una sorta di Oscar alla carriera per la “fedeltà”. «Ogni edizione ha avuto il suo perché – continua – Noi partecipammo persino a quella che venne “boicottata”» con una manifestazione organizzata in contemporanea, “alternativa”, sulla via Aurelia; «Eravamo presenti ad entrambe e quella fu un’edizione “surreale” con pochissimi espositori. Ma noi c’eravamo».
Oggi le cose sono un po’ cambiate: «C’è la crisi e dall’inizio di essa siamo caduti in picchiata – dice – e ci sono fiere, come quella di Bastìa Umbra, che erano più piccole della nostra ma che sono riuscite a crescere molto più di noi. E questo dispiace. E pensare che io sono tra quelli che si è sempre opposto all’ipotesi di biennalizzare il Madonnino». Certo, ai grossetani l’appuntamento – che offre anche una destinazione tradizionale per la gita fuori porta del 25 aprile – piace sempre e ancora, ma in fiera, si sa, bisognerebbe fare soprattutto business. E per farlo, servono i potenziali acquirenti «che dovrebbero arrivare non tanto e non solo da Grosseto – osserva l’imprenditore – ma da tutta la Toscana».
Anche per la 40ª edizione la Cervetti ha portato a Braccagni i suoi gioielli: le macchine agricole, per cui è concessionaria di grandi brand come Valtra, Krone, Massey Ferguson; e le macchine industriali per la movimentazione terra marchiate Volvo. I due comparti rappresentano ciascuno il 50 per cento del fatturato, il cui 15% arriva dall’export, soprattutto dal mercato europeo.
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