Il Tirreno

Grosseto

Allevatori e carabinieri Incontro in prefettura

di Fiora Bonelli
Allevatori e carabinieri Incontro in prefettura

Faccia a faccia “distensivo” dopo i controlli nelle aziende e le feroci proteste del Comitato: «Abbiamo ricevuto risposte confortanti», dice la presidente

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GROSSETO. La Prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, affiancata dal colonnello Carlo Bellotti, comandante provinciale dei carabinieri, e dalla tenente colonnello dell’unità forestale grossetana Alessandra Baldassarri, ha ricevuto venerdì mattina una delegazione del comitato pastori d’Italia rappresentato dalla presidente Mirella Pastorelli, dal sindaco di Roccalbegna Massimo Galli e dall’allevatore Giacomo Franceschelli.

Un incontro chiesto a gran voce dal comitato e subito raccolto dalla prefetta, per illustrare le gravissime condizioni in cui si trova la pastorizia con i continui attacchi subiti e i recenti controlli nelle aziende da parte di carabinieri e forestali che hanno comminato multe e sanzioni pesanti difficilmente onorabili dalle imprese agricole costrette quotidianamente a fare i conti con perdite economiche notevoli.

«Siamo contenti di avere incontrato lo Stato – sottolinea Mirella Pastorelli – quello Stato a cui gli allevatori si rivolgono per essere aiutati. Devo dire che le risposte sono state confortanti, anche perché il colonnello e la tenente colonnello ci hanno dato ampia disponibilità da parte loro, per incontri, consigli e necessità. Concordiamo con loro – aggiunge – che i controlli sono necessari e indispensabili per la salvaguardia della genuinità dei prodotti caseari, ma che le modalità dei controlli stessi stavolta sono state troppo invasive a parere nostro. Controlli, ci è stato risposto, il cui ordine è partito dal governo centrale e non è stata certo un’iniziativa della provincia di Grosseto, tanto che gli stessi sono avvenuti già in altre regioni italiane. Ci rincuora, comunque – chiude Pastorelli – la disponibilità dei militari a incontrare gli allevatori che vorranno abboccamenti per chiarire e avere spiegazioni».

Anche il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli spiega di aver illustrato alla prefetta e ai colonnelli la situazione di Roccalbegna «terra di pastorizia e di allevamento, con eccellenze riconosciute a livello internazionale come Il Fiorino e quotidianamente bersagliata da attacchi di predatori che costringono le aziende a chiudere bottega. E se nessuno più produrrà latte, si metterà in ginocchio tutta la filiera casearia. Mi pare – dice Galli – che ci si stata apertura e disponibilità massima ad ascoltare le ragioni degli allevatori che, ci è stato detto, potranno rivolgersi alle forze dell'ordine in ogni momento e per ogni necessità».

Anche Giacomo Franceschelli, l’allevatore di Monte Labro che ha deciso di chiudere il suo allevamento di ovini e bovini continuamente tartassato di predatori si dice soddisfatto: «Per lo meno – sottolinea – ho potuto fare presente le reali condizioni delle aziende alle prese con burocrazia insopportabile, predazioni e controlli. Anche io ci tengo a dire che quei controlli servono per garantire l’assoluta bontà dei prodotti, ma non devono essere un ulteriore e insopportabile carico per gli allevatori».



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