Il Tirreno

Grosseto

Ponte sull’Ombrone, plaude Legambiente

Posata la struttura: fine lavori a luglio per non interferire con le specie protette. Ok degli ambientalisti

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GROSSETO. Anche Legambiente plaude alla posa del ponte sull’Ombrone, in località La Barca. «Un momento importante – lo definisce il Comune – nel percorso di realizzazione di quella che sarà una struttura moderna, in acciaio e materiali ecocompatibili destinata a pedoni, biciclette ma anche ai cavalli, transitabile in caso di necessità dai mezzi di soccorso pubblico». La congiunzione delle due sponde è stata celebrata da una veloce visita informale da parte del sindaco e di alcune autorità del territorio: un numero esiguo, limitato da motivi di sicurezza poiché il cantiere è ancora aperto.

«Un momento storico, un altro tassello nel grande mosaico per il rilancio del sistema turistico maremmano», dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto. «Il progetto definitivo è stato realizzato dal settore lavori pubblici – spiega l’assessore Riccardo Megale – Nel frattempo sono iniziati i lavori della pista ciclabile che metterà in rete il ponte». Il termine dei lavori – eseguiti in maniera da non interferire con la riproduzione, nidificazione e migrazione delle specie protette – è fissato a luglio 2018.

«L’opera è strategica anche perché fa parte del grande progetto della ciclovia tirrenica – dice Riccardo Ginanneschi, assessore all’Europa – Il problema era la mancanza di allacciamento alla rete: per questo abbiamo voluto inserire il sistema di piste ciclabili all’interno del bando periferie, per ricucire tutto il tracciato».

Legambiente. Plaude Legambiente, presente con entusiasmo alla cerimonia. Il progetto è stato sostenuto con forza dall’associazione del cigno.

«La realizzazione del ponte è un evento epocale che non solo collega maggiormente il Parco della Maremma, ma rappresenta un tassello strategico per l’intera ciclopista tirrenica, un’opera all’avanguardia per la ciclabilità che andrà dalla Liguria al Lazio – dice Angelo Gentili – Ciò segna un punto importante per la valorizzazione della città e diventa un volano turistico per il cicloturismo, l’escursionismo e il trekking». Per Legambiente «la conclusione di questo progetto rappresenta anche la congiunzione dei due distretti 5 Vele Legambiente e Touring club: quello della Maremma Toscana (con Grosseto, Castiglione, Scarlino e Follonica) e la Costa d’Argento (Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio, Capalbio e Magliano) dove sono attivi progetti complementari di mobilità dolce come il progetto ciclopista del Comune di Follonica, l’implementazione della mobilità ciclabile nel capoluogo e il progetto innovativo di mobilità elettrica e anche ciclabile Life Silver Coast, che rendono la Maremma un modello strutturale di mobilità dolce a livello nazionale. Il Parco della Maremma – conclude Gentili– ha tutte le carte in regola per divenire un’area protetta, bike friendly, che faccia da esempio a tutto il sistema dei parchi italiano. Occorre partire da qui per collegare maggiormente attraverso percorsi ciclabili tutte le località strategiche del territorio, alla luce di questo traguardo raggiunto».



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