Il Tirreno

Grosseto

Case e uffici nel rifugio dei disperati

di Elisabetta Giorgi
Case e uffici nel rifugio dei disperati

L’ex Dispensario Asl era un dormitorio clandestino. La proprietà vi realizzerà 8 locali: «Così riqualificheremo tutta l’area»

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GROSSETO. Il covo fantasma sta per rinascere: via alla ristrutturazione del vecchio Dispensario dell’Asl, a Grosseto. Al suo posto nasceranno 8 locali tra appartamenti e uffici.

I lavori sono iniziati: l’immobile abbandonato di via Manetti e diventato il riparo di clandestini e sbandati sarà riqualificato. Da qui a fine anno. «E con esso – dice la società, la Isabella immobiliare – sarà di fatto riqualificata l’intera zona». Siamo in centro, di fronte alle Mura diventate nel frettempo una delle principali piazze di spaccio cittadine. Controversa la storia del palazzo che – proprietà privata – fu impiegato a lungo come sede per gli uffici della sanità pubblica. Da circa 15 anni l’immobile è inattivo e abbandonato. Uno dei tanti palazzi fantasma diventato terra di nessuno. Sfondate porte e finestre, decine di “abusivi” l’hanno eletto a dimora colonizzando ogni stanza. Stranieri e italiani. Un via vai non solo di clochard senza casa ma anche di figure equivoche, ai margini della legalità e che hanno gettato in allarme il vicinato. Tante le segnalazioni da parte degli abitanti; tanti i blitz delle forze dell’ordine. La proprietà, chiamata in ballo dai residenti con minacce di esposti, aveva blindato porte e finestre ma senza successo visto che le presenze si replicavano ogni volta. Fino ad ora, quando sono cominciati i lavori di ristrutturazione che una volta per tutte hanno portato allo sgombero dei locali e alla bonifica delle stanze. Gli operai sono al lavoro. La società privata che ha la proprietà del palazzo – la Isabella Immobiliare srl – è composta da 4 soci, tutti grossetani doc. Sono i fratelli Nerelli (Paolo Nerelli, imprenditore edile e amministratore unico, con la sorella Elisabetta Nerelli), e i fratelli Bartoletti (Luca Baroletti, commercialista, e Simone Bartoletti, odontoiatra). La Isabetta immobiliare è stata rilevata dai precedenti soci circa un anno fa. «Comprammo le quote sociali a marzo 2017», dice Nerelli. È seguito un anno di pratiche burocratiche.

«Quando abbiamo rimesso piede nel palazzo per avviare i lavori la situazione era tremenda. Dentro c’era di tutto: materassi, armadietti e siringhe, scarpe». Sacchi della spazzatura, divanetti e poltrone di fortuna. Macerie e sporcizia. Le stanze di questo centralissimo palazzo grossetano erano ridotte a giaciglio e discarica. Arrivati a bordo delle solite bici, gli inquilini clandestini le parcheggiavano in fondo al cortile confinante; scavalcavano le cancellate e mettevano piede nel cortile. Spesso si servivano di una vecchia scala per arrampicarsi nei piani alti ed entrare. Più volte hanno sfondato la porta di legno al piano terra, troncato le finestre su cui la proprietà era costretta a intervenire ogni volta. Cruciale l’ultimo intervento della polizia municipale, avvenuto a gennaio scorso. C’era anche la proprietà. «Ci trovammo due persone». I lavori di ristrutturazione – dice Nerelli – saranno conclusi entro la fine del 2018. Nasceranno 8 locali tra appartamenti e uffici, «tutti grandi e di alta qualità: i piani saranno uno interrato e 3 fuori terra». La progettazione è affidata all’architetto Rudy Civilini. «La ristrutturazione - ne è siura la proprietà - permetterà di riqualificare l’intera zona».

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