Attenzione
«Provocatorio l’accostamento a Berlinguer»
Pedretti (Spi Cgil): «Sdegno». Culicchi (Pd) a Vivarelli Colonna: «Il suo solo mantra: spaccare e far parlare»
GROSSETO. Giù le mani da Enrico Berlinguer. Tra le sfaccettature della polemica sollevata dai contrari a una via ad Almirante ce n’è una che riguarda l’accostamento tra il fondatore del Msi e il leader del Pci.
Lo Spi Cgil, riunita ieri mattina in assemblea, definisce una «provocazione aver voluto accostare Almirante a Berlinguer» che «rende ancora più grave una scelta già di per sé inaccettabile come quella di dedicare una via ad Almirante. Non è oggettivamente possibile mettere sullo stesso piano due figure storicamente e culturalmente inconciliabili» ovvero l’Almirante «mandante morale di alcune delle stragi fasciste avvenute nel nostro territorio nonché fra i più strenui sostenitori delle famigerate leggi razziali» e il politico antifascista. Il segretario dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, esprime «sdegno e ferma condanna».
Anche il segretario comunale del Pd, Leonardo Culicchi, interviene, parlando di «provocazione gratuita della quale la città avrebbe fatto volentieri a meno» e di «schiaffo». Al sindaco che si vanta di essere il primo di centrodestra a voler intitolare una via a Berlinguer, «lo fa – dice Culicchi – perché ancora una volta prima viene il suo spot/immagine e dopo tutto il resto anche se tutto il resto è buttare ulteriore benzina sul fuoco».
«Così come ieri – ricorda Culicchi – è stata “l’Italia a pecorina dell’Europa” (espressione di Vivarelli Colonna) oggi coglie l’occasione di mettere sullo stesso piano Almirante e Berlinguer, sapendo benissimo come la città avrebbe reagito, come i cittadini si sarebbero divisi. Spaccare e far parlare, questo è il solo mantra a cui sembra interessato, selfie, video, annunci quotidiani di cose iniziate da altri, di cose solo iniziate da lui e di cose che di certo porterà a termine ma va a sapere quando e soprattutto come; andate a vedere le torri faro del parco di via Giotto, fine lavori 17 aprile 2018 ma ancora ci sono solo le buche».
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