Gioco
Mr Bolkestein coi balneari Esulta l’Ultima Spiaggia
Capalbio: il padre della criticata direttiva Ue esclude che si debba applicare a loro Sabbatini: «Bene, lo sosteniamo da anni». Più prudente Dominici: «Vedremo»
CAPALBIO. Che dire? Per ora non può che essere soddisfatto della sua “svolta” (politicamente parlando) a destra Adalberto Sabbatini, co-titolare dell’Ultima Spiaggia, il buen-retiro in riva al mare dei vip.
La direttiva Bolkestein è da anni una spada di Damocle sulla testa dei balneari. Ieri a Roma a parlare della direttiva Bolkestein c’era “il padre” di essa: Frits Bolkestein. La direttiva approvata del 2006 stabilisce che quasi tutte le concessioni pubbliche, come le spiagge o gli spazi occupati dagli ambulanti, possono essere concesse ai privati solo per un tempo determinato al termine del quale la concessione deve essere messa a gara. Da qui le preoccupazioni, che durano ormai da anni, dei balneari: anche di quelli della costa maremma. Ebbene, ieri in un incontro organizzato dalle Donnedamare – un gruppo di operatrici del settore balneare – qualcosa è cambiato: chi la direttiva l’ha partorita ha precisato che le disposizioni non sarebbero applicabili ai balneari. Ad ascoltare le precisazioni di Bolkestein alla Camera dei Deputati, davanti a politici e balneari, c’era anche Adalberto Sabbatini, che è anche coordinatore Cna Balneari Grosseto. «Oggi (ieri ndr) abbiamo avuto la conferma dal diretto interessato di ciò che noi abbiamo sempre sostenuto – commenta – ossia che i balneari con la direttiva non c’entrano nulla». Proprio per le paventate aste, alle elezione politiche di marzo Sabbatini ha votato a destra stanco di una sinistra che, a suo dire, «non ha tutelato» i balneari. E la sua preferenza di voto l’aveva motivata al Tirreno, motivandola, appunto. Lui che è anche stato parte attiva del Pd, alle ultime elezioni ha messo la croce su uno dei simboli della coalizione di centrodestra perché avrebbe offerto – secondo lui – più garanzie ai balneari di quanto non abbiano fatto i candidati di sinistra. «Per dieci anni – aggiunge – la politica e i sindacati storici hanno cercato di mandarci all’asta dicendo: “Ce lo chiede l’Europa”. Oggi è l’Europa che ci salva». Per Sabbatini, quanto detto ieri costituisce «una carta importante da giocare con la politica dato che – conclude – siamo beni e non servizi».
Sulla questione il Tirreno ha chiesto anche il parere di un altro imprenditore balneare, Roberto Dominici, titolare dello stabilimento Macchiatonda. «Siamo in un limbo da anni – dice – ho sentito quello che ha detto Bolkestein ma bisogna vedere cosa decide chi governa e che in campagna elettorale ha fatto delle promesse che adesso dovranno essere mantenute. Ovvio che quanto detto è comunque positivo».
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