Proteste
Tiemme, è guerra a chi scrocca la corsa
Con i nuovi controllori, 3mila sanzioni in tre mesi. I viaggiatori: «Metodi repressivi, non guardano in faccia a nessuno»
GROSSETO. Pochi, maledetti e subito. Tiemme, per i controlli sugli autobus, ha scelto da qualche mese la linea dura. Viaggiare sul pullman senza biglietto, o con un titolo di viaggio appena scaduto, è un po’ come giocare a Rischiatutto. Sono infatti elevate le probabilità che i “verificatori” (si chiamano così) salgano sull’autobus e ti sanzionino. A volte anche con un pizzico di zelo e una fiscalità ritenuta dai alcuni viaggiatori un po’ eccessiva. Al Tirreno sono infatti giunte segnalazioni e “storie” di persone arrabbiate per le multe che si sono prese dai nuovi controllori di Holacheck (si distinguono dal giubbetto), la società emiliana incaricata da Tiemme e specializzata nel contrasto di chi tenta di viaggiare a scrocco, che dal novembre 2017 affianca i “vecchi” controllori alle dipendenze della società di trasporto pubblico.
I verificatori di Holacheck sono ragazzi che parlano poco e puntano a riscuotere: fuori i quattrini della multa e bando alle ciance. Sul fronte opposto c’è, per esempio, la signora anziana che, viaggiando sulla linea urbana, viene multata perché ha il biglietto scaduto da cinque minuti; oppure c’è quella che ha un biglietto improprio, un extraurbano (peraltro più costoso) e – ugualmente – subisce la sanzione.
Ma ciò che ai viaggiatori infastidisce di più è il modus operandi: che sarebbe «repressivo – spiegano le vittime – e senza che venga usato un po’ di buon senso; la sensazione è che l’obiettivo sia solo quello di incassare. A prescindere».
«A mia madre – scrive il figlio di una passeggera – non hanno detto neppure che aveva dieci giorni di tempo per contestare la multa e dimostrare le proprie ragioni».
Tiemme ha applicato in Maremma l’esperienza dei controllori Holacheck, dopo una proficua sperimentazione a Siena nel corso del 2017. «La provincia di Grosseto – spiega il presidente Massimiliano Dindalini – ha una percentuale di evasione superiore di un punto e mezzo alle altre aree del territorio in cui Tiemme opera, cioè Arezzo, Siena e Piombino. Quindi era più che mai necessario dare un segnale, un giro di vite».
Per molte aziende di trasporto pubblico – dal Veneto all’Emilia Romagna – l’arrivo degli “ispettori” della società Holacheck ha rappresentato una svolta. Scoraggiano i furbetti, chi non ha il biglietto, chi non lo timbra. Ma soprattutto sono migliorate le performance di incasso delle contravvenzioni ed è cresciuto il numero dei ticket venduti.
Dindalini snocciola le cifre: «Nei primi tre mesi del 2018 abbiamo compiuto 45mila controlli a bordo, il 135 per cento in più dello stesso trimestre di un anno fa. In totale sono state fatte circa 3.000 contravvenzioni (erano 1.400 nel 2017), quindi il 110 per cento in più. Ci può stare, in questi grandi numeri, che qualcuno abbia commesso degli errori – nota il presidente di Tiemme – e ci fa piacere che vengano segnalati, per correggerli».
«Noi vogliamo contrastare, come è giusto, il fenomeno dell’evasione tariffaria attraverso un percorso che non vuole essere solo di tipo repressivo – prosegue Dindalini – quindi accettiamo le critiche e, ripeto, siamo i primi a riconoscere che alcuni aggiustamenti sono necessari. Per esempio – annuncia la novità – faremo in modo che le opportunità di bigliettazione siano molteplici, anche a bordo con carta di credito».
Bisogna dire, infine, per amore di verità, che chiedere il biglietto ai viaggiatori è diventato negli ultimi anni un mestiere sempre più complesso e finanche “pericoloso” per chi veste i panni del controllore. La cronaca, anche in Maremma, è ricca di episodi deprecabili: insulti ai controllori, perfino aggressioni.
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