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Grosseto

la proposta da castel del piano 

«Tanti meritano una strada Come Ruffilli, ucciso dalle Br»

«Tanti meritano una strada Come Ruffilli, ucciso dalle Br»

CASTEL DEL PIANO. «Il nostro è un Paese senza memoria. Invece di accapigliarsi per l’intitolazione di una strada ad Almirante, a Grosseto come altrove sarebbe bene si ricordassero di altri nomi su...

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CASTEL DEL PIANO. «Il nostro è un Paese senza memoria. Invece di accapigliarsi per l’intitolazione di una strada ad Almirante, a Grosseto come altrove sarebbe bene si ricordassero di altri nomi su cui non credo ci sarebbe tanto polverone. Come Roberto Ruffilli di cui il 16 aprile si è celebrato il trentennale della morte, e a cui ha reso omaggio a Forlì lo stesso presidente Mattarella».

Enzo Biagini, ex assessore di Castel del Piano dal 1985 al 1995, militava nelle fila del Partito popolare. «Ruffilli – spiega Biagini – era un docente universitario, storico, consulente per le riforme istituzionali di Ciriaco De Mita. Fu ucciso trenta anni or sono dalle Br perchè non si voleva che fosse varato quel progetto di riforma elettorale che se fosse passata avrebbe evitato di certo i balletti a cui dobbiamo assistere oggi. Parlo di Ruffilli, ma posso citare anche Vittorio Bachelet ucciso di brigatisti nel 1980 alla sapienza di Roma o Ezio Tarantelli, assassinato sempre a Roma dalle Brigate Rosse nel parcheggio della Facoltà di Economia dell’Università la Sapienza, nel 1985. O Marco Biagi, il giuslavorista assassinato da un commando di uomini appartenenti alle Nuove Brigate Rosse nel 2002. Non mi risulta che vi siano strade che li ricordino a Grosseto. Uomini capaci di fare proposte e mettere insieme, per farle discutere, persone di varia estrazione politica. Si fa una sterile polemica per Almirante e non si pensa di intitolare a uno di loro strade e piazze».

Biagini rammenta di aver conosciuto personalmente Ruffilli: «Lo conobbi nel corso di un paio di iniziative nel 1987 e 1988. Apparteneva alla sinistra democristiana ed era un uomo lontano dalle cronache e dalle prime pagine dei giornali. Faceva parte di quell’intellighenzia a cui appartenevano anche Prodi, Treu e altri docenti universitari che in quell’epoca erano lontani dal clamore delle prime pagine, ma che avrebbero senza dubbio tanti motivi in più di Almirante per essere ricordati con l’intitolazione di una strada. Purtroppo sembra che la memoria storica dei più si sia fermata all’uccisione di Moro. Ma vi sono, oltre Moro, anche altri che studiavano come riformare e ammodernare il Paese. Ruffilli fu tra questi».

Biagini lancia anche l’idea di intitolargli una via o una piazza a Castel del Piano.

Fiora Bonelli

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