Il Tirreno

Grosseto

La paura di ritorsioni sull’arma

Il trentenne dice di averla trovata in pineta. Il gip: «Resta in carcere, potrebbe fuggire»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. C’è solo un mistero da risolvere, ma servirà altro tempo. È la pistola, ritrovata nella Gora dove è stata gettata da un dipendente della rosticceria dei Papa, dopo che gli era stata consegnata dal padre di Raffaele. Una calibro nove con matricola abrasa, che il trentenne ha detto di aver trovato in pineta. Una spiegazione che non convince né i carabinieri e nemmeno il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna che sta coordinando le indagini. «Non ha rivelato il canale attraverso cui se l’è procurata - scrive il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci nella convalida del fermo - probabilmente per non incorrere nella ritorsione di pericolosi soggetti appartenenti ad ambienti criminali, come è dato desumere dal fatto che si tratta di una pistola con matricola abrasa». L’attenzione dei carabinieri si è concentrata subito su quell’arma che il padre di Raffaele, Antonio, ha preso dopo la sparatoria per consegnarla a un dipendente della rosticceria e farla sparire.

Il fatto che Raffaele Papa abbia utilizzato quell’arma in quell’attimo di raptus che lo ha fatto sparare per strada e colpire a morte Salvatore De Simone, ferendo gravemente anche suo fratello Massimiliano e la farmacista Paola Martinozzi, ha portato la Procura a contestare al trentenne anche il porto d’armi abusivo.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere perché sussisterebbero sia il pericolo di fuga che quello di reiterazione del reato. Papa infatti, subito dopo aver sparato, si è allontanato a forte velocità con la sua auto, prima di parlare con la moglie e attendere l’arrivo dei carabinieri che lo hanno fermato a Grosseto, a pochi metri dal bowling. Ma se fosse rimesso in libertà - avverte il giudice - potrebbe agevolmente organizzare la fuga magari servendosi di canali criminali a lui accessibili. Gli stessi canali quindi, che gli avrebbero fornito quell’arma. Elementi questi che fanno desumere «una particolare capacità dell’indagato, dotato di una personalità rissosa e violenta che lo rende incapace di dominare i propri impulsi aggressivi - si legge - È un soggetto altamente pericoloso che potrebbe di nuovo ripetere condotte delittuose analoghe». (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa