Il Tirreno

Grosseto

Spaccalunotti è tornato danni e rabbia in via Saffi

Spaccalunotti è tornato danni e rabbia in via Saffi

Davanti agli uffici dell’Anagrafe distrutto il vetro di un’altra auto in sosta Solo l’ennesimo caso: per i residenti del centro storico è un incubo senza fine

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GROSSETO. Dopo 20 giorni torna l’incubo Spaccalunotti. Il vandalo delle auto ha di nuovo colpito in via Saffi a Grosseto frantumando il vetro posteriore di una vettura in sosta. Solo l’ennesima in questo scorcio di centro storico, quasi fosse una firma.

Spaccalunotti (chiunque esso sia, anche se la mano sembra inconfondibile) è tornato in azione spaccando il lunotto lungo la via in cui sorge la casa circondariale, nel tratto compreso tra gli uffici dell’Anagrafe e il nuovo giardino archeologico, in un punto praticamente cieco dov’è facile con il buio agire indisturbati. Un masso ha rotto il finestrino posteriore di una Volkswagen in sosta, e non è certamente il primo, anzi: solo l’ennesimo di un’interminabile sequenza di casi affini. La memoria riporta - in tempi recenti - alla notte tra il 22 e il 23 marzo quando un grosso masso bianco aveva sfondato il lunotto posteriore, finito anche quello in mille pezzi, di un’Audi.

Per i residenti del centro storico parcheggiare la sera in via Saffi equivale un po’ a scommettere con la sorte, nella speranza di ritrovarsi l’auto integra la mattina dopo. C’è chi - nella penuria di posti auto tra le Mura - pur di non posteggiare qua e non dare una chance a Spaccalunotti - cerca un posto altrove, parcheggiando fuori dagli stalli e rimediandosi una multa. C’è chi invece spera di non essere lui il malcapitato e piazza l’auto proprio qua, nel tratto “maledetto” dove il posto c’è più o meno sempre, trovandosi la brutta sorpresa. Sono molti i grossetani la cui auto - negli anni - è stata “battezzata”. Niente furti, solo la voglia di fare un danno. Chi agisce lo fa per il gusto di distruggere, costringendo le famiglie a sborsare un bel po’ di soldi per rifare il vetro. Quasi impossibile, ogni volta, che qualcuno possa aver visto o sentito direttamente qualcosa: lì davanti non ci sono abitazioni, il transito pedonale è limitato nelle zone diurne a chi deve raggiungere gli uffici o, negli orari più diversi, a chi sceglie il tratto di mura per una passeggiata. Proprio la scarsa frequentazione, insieme all’illuminazione bassa, è uno dei motivi per cui il presunto vandalo seriale deve aver scelto via Saffi come luogo privilegiato per i propri raid. (el. gi.)

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