Il Tirreno

Grosseto

Sì a “via Almirante” Proteste in consiglio

di Francesca Ferri
Sì a “via Almirante” Proteste in consiglio

Passa la mozione, il centrosinistra esibisce il “bando della morte”

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GROSSETO. Grosseto avrà una via intitolata ad Almirante, una via intitolata a Berlinguer e una via o, più probabilmente una piazza, dedicata alla “Pacificazione nazionale”, in cui convergano le due strade. Il consiglio comunale ha approvato ieri la mozione presentata da Bruno Ceccherini (Fdi), Stefano Pannini (Vivarelli Colonna sindaco), Francesca Pepi (Maremma Migliore) ed Elisabetta Ripani (Forza Italia).

La proposta, che ha infervorato il dibattito politico degli ultimi mesi, ha continuato a scaldare gli animi in aula. Il M5s, pur ribadendo la ferma contrarietà a una via ad Almirante, non ha partecipato al voto «per protesta», mentre il centrosinistra (Pd e Lista Mascagni) ha votato compatto contro la mozione e, a votazione avvenuta, ha esibito il «bando della morte» firmato da Almirante nel maggio nel 1944. Contrario anche Gino Tornusciolo (CasaPound) del gruppo misto (vedi altro articolo).

In piazza Duomo, davanti al Municipio, si è riunito un picchetto dell’Anpi Grosseto per protestare contro la proposta.

La discussione è durata oltre un’ora e mezzo, sotto l’occhio di non uno – come di solito – ma due agenti di polizia municipale e con un rumoroso pubblico che ha seguito i lavori da fondo aula.

La discussione si è concentrata sulla figura di Almirante, di cui sono emerse due differenti immagini: il centrodestra ne ha disegnato il profilo dal dopoguerra in poi, concentrandosi sulla figura di «uomo della pacificazione» e sul suo rapporto con Berlinguer. Il centrosinistra ha ripercorso la sua vicenda politica sin dal fascismo, di cui Almirante fu tra i principali esponenti, e anche nel dopoguerra.

Il testo è stato presentato dal consigliere Ceccherini che ha ricordato Almirante come il primo sostenitore di «una moderna politica di pacificazione nazionale», Berlinguer come «punto di riferimento per la sua parte politica» e ha definito la scelta di intitolare loro delle vie il «riconoscimento pubblico che hanno avuto nella costruzione della democrazia». Il centrosinistra ha risposto con ben sei emendamenti (poi tutti bocciati), ciascuno illustrato da un consigliere: Carlo De Martis e Marilena del Santo (Mascagni sindaco), Lorenzo Mascagni, Marco Di Giacopo, Emanuele Bartalucci e Catuscia Scoccati (Pd). Gli emendamenti chiedevano di inserire nella mozione lunghi stralci di passaggi scritti dallo stesso Almirante all’epoca in cui era direttore della rivista “La difesa della razza”. Nell’aula sono risuonate parole terribili sull’espulsione degli ebrei dalle scuole e in difesa della «razza pura». Scoccati, citando un discorso del fondatore del Msi pronunciato nel 1972 in cui incitava allo «scontro fisico» con i comunisti, ha avuto un moto di indignazione e, con le lacrime agli occhi, ha detto alla giunta: «E voi avete voluto il crocifisso...».

Il centrodestra invece ha difeso la proposta. «Non sento indignazione per una via come via Unione Sovietica. Stalin non ha fatto meno morti», ha dichiarato Pepi. Andrea Guidoni (Fdi) ha elencato stragi compiute da partigiani e l’orrore delle foibe. «È questo il senso della mozione – ha detto – vogliamo che questo finisca». Per Andrea Ulmi (Lega) «fra cent’anni nessuno si ricorderà chi sono Berlinguer e Almirante». Anche il vicesindaco Luca Agresti è intervenuto. «Pur con le cose gravissime che avete rimarcato – ha detto – Almirante ha formato la classe dirigente. Per questo la mozione è molto appropriata e giusta».

«Pensate davvero – ha chiesto invece Mascagni – di promuovere un’azione di pacificazione con un personaggio che divide la città?». De Martis ha invece punzecchiato la maggioranza sul piano politico. «Discutiamo una mozione di bassissimo profilo politico – ha detto – che ha creato una spaccatura in seno alla maggioranza».

Daniela Lembo (M5s) ha paragonato il consiglio comunale a un’auto «che porta a una meta: il bene comune. Se guardi solo lo specchietto retrovisore e non guardi avanti vai a sbattere». Lembo ha motivato l’astensione dal voto bollando entrambe le mozioni come «strumentali alla definizione dei rapporti di forza all’interno della maggioranza» e «anche alla minoranza di sinistra, che non perde occasione di rinvangare uno scontro ideologico superato dalla storia».

La collocazione di via Almirante, via Berlinguer e via o piazza della Pacificazione nazionale spetta dall’ufficio toponomastica che la valuterà in base agli spazi disponibili.



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