Attenzione
40 bambini in cerca di un parco
Braccagni: quello pubblico è ormai una distesa di terriccio. «E via Garibaldini è tutta poggi e buche»
BRACCAGNI . I giochini avrebbero bisogno di un restyling e l’erba ha lasciato il posto ad una distesa di terriccio. A Braccagni una quarantina di bambini è in cerca di un parco dove giocare: quello pubblico – tra via Sgarallino e via Cadolini – è diventato un campo da calcio; lo utilizzano gli adolescenti, che scartano e corrono dietro al pallone, tant’è che le mamme non portano più i piccoli “al parchino”. Dalle porte di Grosseto si chiede dunque un po’ di attenzione all’amministrazione civica del capoluogo. E si riaccendono i riflettori anche su via Garibaldini, una delle principali strade della frazione. «È tutta poggi e buche», dicono i braccagnini, usando un detto maremmano che rende l’idea.
Addio parchino. A farsi portavoce dei desiderata dei concittadini è Mario Giacomo Iacobucci, segretario del Circolo Pd Montepescali-Braccagni. «Il parchetto comunale – dice – si è ormai trasformato in un campo da calcio, tant’è che l’erba non cresce più». È diventato il regno dei teen-ager – anche loro del resto meritano spazi all’aperto – e le mamme, temendo che arrivino improvvisamente pallonate su carrozzine e passeggini, sono costrette ad emigrare altrove. Una nuova destinazione era stata persino trovata: “il fazzoletto verde del prete”, davanti alla parrocchia San Guglielmo. «Il problema è – aggiunge Iacobucci – che lì i giochini sono messi persino peggio di quelli del parco pubblico: sono vecchi e non rispettano neppure la normativa per la sicurezza». Don Maurizio Marta dà la sua ospitalità ma offre ciò che può offrire. Ha le mani legate: per rinnovare il parco-giochi servirebbero fondi. «Tant’è che quell’area verde – aggiunge Iacobucci – avrebbe dovuto passare sotto l’egida del Comune parecchio tempo fa» ma il traghettamento si è arenato; nel 2014 pareva si fosse a buon punto, ma con la morte di Bruno Terzo, fondatore del mitico Circolo degli Anta e anima del paese – che aveva fatto di tutto per favorire il passaggio del parchetto dalla parrocchia a Palazzo civico– l’operazione è naufragata. Aspettano una soluzione 40 bambini: l’ultima mini-generazione di Braccagni. Non solo.
La gruviera. La viabilità del paese è quella del Dopoguerra (nel vero senso della parola, o quasi): per metterci mano la giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna attende che Rete Ferroviaria Italiana-Rfi battezzi il cantiere per la realizzazione di un cavalcaferrovia che eliminerà – stando al progetto della società del gruppo Ferrovie dello Stato – due passaggi a livello (quello lungo via Malenchini e quello su via Garibaldini). Visto che nulla è dato a sapere sui tempi della realizzazione della bretellina, i braccagnini chiedono intanto che le strade siano rese almeno percorribili: «Via Garibaldini – continua il segretario del Circolo Pd – è piena di crateri, buche, avvallamenti. È tutta una toppa: è da quando fu realizzata la rete fognaria e il gasdotto, cioè dall’era del sindaco Alessandro Antichi, che non viene asfaltata dall’inizio alla fine», cioè dal bivio che conduce a Montepescali Scalo (alla stazione) fino al passaggio a livello. Braccagni e il Circolo Pd chiedono che il traghettamento del parco della Parrocchia in seno al Comune e la riasfaltatura di via Garibaldini entrino nell’agenda della giunta comunale.
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