Uil Fpl: «Lo Stato sociale siamo noi»
Sacchetti punta su contratti e servizi, solidarietà e pari opportunità
GROSSETO. «Lavoro, lavoratori, contratti e servizi pubblici, solidarietà, coesione sociale e Stato sociale: queste sono state le nostre “parole d’ordine” nella campagna elettorale alle elezioni Rsu 2018», dice Sergio Sacchetti, segretario provinciale Uil Fpl con l’ultimo appello al voto. E spiega: «Solo così, con una nuova politica “keynesiana” usciremo dalla crisi, perseguendo una via dove ritroveremo l’orgoglio del servizio che forniamo ai cittadini con il nostro lavoro e l’orgoglio di essere lavoratori pubblici».
La Pubblica amministrazione – dice Sacchetti – ha la funzione di garantire le pari opportunità, per tutti a prescindere dal ceto e dal luogo di nascita. E per questo è un patrimonio di tutti i cittadini. Oggi, proprio a fronte dei dati economici negativi, dalla disoccupazione all’aumento delle povertà, andrebbe potenziato il grado di assistenza e di aiuto a quelli che ne hanno bisogno e ciò non può essere fatto se non si riafferma con forza il significato del “pubblico”, dell’intervento pubblico e della spesa sociale. Piuttosto che parlare di riduzione del perimetro di intervento dello Stato in economia, bisogna a nostro modesto avviso “qualificare” questo intervento, renderlo efficiente e farlo restare di supporto ai cittadini e al settore produttivo, investendo risorse e progettando con una nuova programmazione la politica industriale. Una Pubblica Amministrazione non più vista esclusivamente come mera spesa improduttiva, ma come garante dell’equilibrio e del benessere sociale della nostra comunità. Senza Pubblica amministrazione – conclude il segretario Uil Fpl – non c’è Stato sociale. E senza Stato sociale non c’è progresso morale, culturale, intellettuale, economico e sociale dei cittadini».
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